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VECCHIE
FAVOLE DA FAR RIVIVERE PER GRANDI E PICCINI
Antoneddu e
Mariedda sono due dei tanti personaggi comuni che
caratterizzano i "conti" sardi. Assurgono a simbolo di
storie fantastiche che fino a qualche decennio fa
venivano tramandate oralmente. Oggi con il progetto
dell'associazione Archivi del Sud le fiabe riprendono il
loro cammino ed il patrimonio orale è di nuovo al passo
con i tempi, affianca quello della memoria, diffuso per
lo più in maniera scritta.
Nell'incontro tenutosi presso i locali della scuola
elementare di Santa Teresa Gallura, per iniziativa degli
assessorati comunali alla cultura e alla pubblica
istruzione, bambini ed adulti sono rimasti affascinati
dai racconti delle filatrici di memoria Clara Farina,
Maria Antonietta Pirrigheddu e Mariuccia Sanna.
Come ha
sottolineato Enedina Sanna, che da quindici anni porta
avanti un certosino progetto di ricerca, le tre
narratrici hanno fatto rivivere le fiabe nella loro
dimensione originale: l'oralità.
Le storie
sono state selezionate da una tesi di laurea del 1968,
arrivano dunque ai giorni nostri direttamente
dall'Ottocento. Intrecciano vite di personaggi che,
attraverso metamorfosi, devono combattere orchi ed altri
esseri immaginari in scenari fantastici, tipici delle
fiabe di magia. Venivano raccontare dagli anziani, dopo
la lunga giornata di lavoro, la sera, di fronte al
caminetto acceso in inverno o fuori l'uscio di casa, in
estate.
Ad
intervallare i racconti le dolci melodie di Luca Loria,
suonatore di launeddas, altra tradizione millenaria del
grande patrimonio culturale sardo.
(dal sito www.badesi.it)
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