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Mercoledì 28 dicembre 2005 |
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Giuseppe Bosich,
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Tempio. Può essere l’arte un ponte fra due mondi? Per Giuseppe Bosich, artista di origine tempiese tra i più conosciuti e apprezzati della scena nazionale, la risposta è affermativa. E non solo l’arte può mettere in comunicazione mondi per così dire estremamente lontani, ma può anche caricarsi di significati che vanno oltre il senso comune. Questa tesi sarà il tema conduttore della conferenza che Bosich terrà il 30 dicembre, alle 19.30, nel salone dell’Ufficio turistico comunale, ospite della rassegna «Frammenti di luna calante», ormai vicina alla chiusura, dei due fratelli Tomaso e Maria Antonietta Pirrigheddu. Più che di una conferenza, si tratterà di un incontro-dibattito, con Bosich che introdurrà l’uditorio nel mondo di simboli e segreti significati di cui si alimenta la sua arte. Bosich proporrà anche un commento in chiave esoterica sulle opere dei due Pirrigheddu, collegando i simboli delle rispettive produzioni alla cosmogonia rosicruciana. Giuseppe Bosich è, infatti, coordinatore per la Sardegna del Lectorium Rosicrucianum – Scuola Internazionale della Rosa Croce d’Oro. Grande esperto di culture teosofiche e misteriche, parlerà dei tanti simboli che costituiscono l’universo magico e teosofico della società dei Rosacroce. Società che deve la sua fondazione quattrocentesca all’opera di Christian Rosenkreuz, mentre la fortuna di cui ha goduto a partire dal XVII secolo è merito dei tanti seguaci, esperti di magia, alchimia e filosofie orientali, che ne hanno amplificato la notorietà. Magia, esoterismo e teosofia si fondono in effetti nel mondo rosacrociano, e in questa combinazione è, in qualche modo, ancora oggi la chiave del suo particolare successo. L’incontro del 30 dicembre avrà un seguito il 12 gennaio, quando Bosich terrà una conferenza pubblica al Cotton Club proprio sul mondo dei Rosacroce e sull’attualità di questo nel XXI secolo. (Giuseppe Pulina)
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