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LETTERA AD UN AMICO AFRICANO

CHE NON MI LEGGERÀ MAI 

 
     

 

Caro africano, ti scrivo con franchezza perché sono certo che non mi leggerai mai. Tanto tu, per noi, del Nord del mondo, non esisti. Sei assente dai mass-media, luogo che conta, che raggiungono ogni giorno milioni di persone. Nessuno ti nomina. O meglio, esisti per qualche settimana sugli schermi TV e sui giornali per mostrare l'esercito americano, italiano, francese, entrato in Etiopia a darti da mangiare. Poi, spento il video, tu scompari, o ricompari quando mi fa comodo.

Dato che il muro di Berlino è crollato, i sistemi socialisti sono crollati con lui, il capitalismo del Nord ha assunto il volto umano deponendo il volto feroce dello sfruttatore. Noi cristiani ci siamo abituati da tempo alla presenza e alla cultura del capitalismo. Ci siamo abituati subito ai "Beati i Ricchi". Perciò, caro amico africano, tu esisti solo quando mi servi. E potresti anche diventarmi utile. Mi servi per fare le mie buone azioni. Come farei altrimenti a coricarmi tranquillo la sera? Lasciami fare la mia buona azione, amico africano, e poi scompari senza rompermi le scatole. Io sono ricco, buono e perbene. Maledettamente buono e perbene.

Ma allora, perché ti scrivo amico africano?

Vedi, questo è un momento storico molto delicato che potrebbe aprirci scenari nuovi, se avessimo un cuore diverso. Gli armamenti vengono drasticamente ridotti, un socialismo anti-uomo che se ne va in soffitta, un capitalismo che si dispone a moderare i propri appetiti. Che bello sarebbe! Ma la logica del "Beati i Ricchi" continua a prevalere. I sindacati, i partiti e la Tv, continuano ad esaltare lo sviluppo di questo nostro modello. La chiesa del Nord del mondo, salvo tutte le eccezioni lodevoli, continua a trasformare il Vangelo da speranza per i poveri in speranza per i ricchi, che conquistano da ricchi Epuloni anche il posto di Lazzaro in cielo.

I Preti del Nord del mondo sono impegnati febbrilmente a costruire oratori, campi sportivi, a rinnovare l'organo della chiesa, che va anche restaurata con marmi preziosi, e ben riscaldata con l'impianto più moderno. Sembriamo tutti felici con quel nostro sorriso ebete-clerico-serafico. Noi non siamo nemmeno sfiorati dall'esigenza di un "progetto nuovo". Consolidiamo il sistema che c'è e poi, metteremo a posto i problemi che il sistema stesso ha partorito: tangentopoli, clientelismo, mafia, corruzione, prostituzione d'ogni tipo, contaminazione dei figli e sgretolamento.

Caro amico africano, se questo ti può consolare, voglio dirti una cosa: vai tranquillo, perché noi del Nord del Mondo ci stiamo preparando un inferno forse peggiore del tuo. Incidenti stradali, droga, infarti, desiderio di avere sempre di più corrodono dentro e ci tolgono la serenità e la felicità. E se un giorno anche tu diventerai inquilino del Nord del mondo, non imparare queste cose. Acquista occhi nuovi e cuore nuovo, per riscoprire il Vangelo del "Beati i poveri".

 

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