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Giovedì 6 settembre 2007 |
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Marisa Sannia sarà ospite d'onore nella quarta
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A Perfugas Dal 13 al 16 settembre in programma il festival di racconti e melodie |
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di Sabrina Zedda Per molti il suo passaggio s'era perso in qualche meandro della memoria, eppure, pur senza cercare clamori, in tutti questi anni ha continuato a lavorare alla sua carriera artistica, fatta di poesia e melodia, di emozioni e canto. Sarà anche per questo che Marisa Sannia sarà ospite graditissimo alla quarta edizione di "Mille e un nuraghe", il festival della fiaba in programma a Perfugas tra il 13 e il 16 settembre. Festival perché accanto a quel raccontare le fiabe ripescate dal passato, il cartellone ha messo anche musica, laboratori, videoproiezioni. Ma chi dovesse pensare a un contenitore d'eventi sappia sin d'ora che si sbaglia: qui a fare la differenza è una scelta culturale rigorosa e coraggiosa, che scava nella memoria alla scoperta di quella tradizione del racconto orale che se non protetta rischia, proprio come alcune specie vegetali, l'estinzione. E allora via a questo progetto, tenacemente portato avanti dall'associazione "Archivi del Sud" e sostenuto per buona parte con i fondi della Legge 26, sulla tutela della lingua sarda, dedicato, nell'anno delle pari opportunità, alle donne. "Filonzanas de ammentos. Tessidoras de peraulas", è l'evocativo tema scelto per quest'edizione: "Filatrici di memoria, tessitrici di parole". «Un omaggio alle donne - dice la responsabile del progetto Enedina Sanna - ma anche un modo per riproporre una bella metafora di una popolazione africana, quella dei Dogon del Mali, secondo cui la parola è dentro di noi e si tesse dentro la bocca». Diversi sono gli spunti che verranno offerti nella quattro giorni, diverse le location scelte nel bel paese gallurese, noto anche perché è qui che fu rinvenuta la più antica traccia dell'uomo in Sardegna. Si parte il 13 settembre alle ore 18 con l'iniziativa "L'orto delle fiabe", un campo abbandonato e minacciato dai vandali che si cercherà di recuperare a partire dal festival, coltivando accanto a piante ed essenze rare anche parole, soprattutto quelle dei racconti in limba, che rischiano di scomparire. Alle 20.30 spazio "Mastros de contascias": un modo per dare un riconoscimento ai narratori senza i quali molti racconti non esisterebbero più. Ciascuno di loro (ci sarà anche la narratrice corsa Francette Orsoni) sarà chiamato a raccontare a suo modo, e nel suo dialetto, uno dei racconti diffusi nell'Anglona e raccolti nel 1968 nella tesi di laurea di Emilia Sanna. Racconti non solo trascritti ma anche registrati su nastro, che per l'occasione torneranno a vivere. Venerdì e sabato mattina l'appuntamento è con "Su fraile de sos contos", un momento di studio della narrazione orale, quest'anno rivolto in particolare agli insegnanti. Tra gli appuntamenti da segnalare sabato sera (ore 20.30) "Succu suk", il cibo raccontato e suonato, secondo una "ricetta" di Giovanni Fancello ed Enzo Favata. Domenica mattina nella chiesta campestre di San Giorgio, "Concerto all'alba" con "Su concordu 'e Santa Rughe", mentre di sera ci sarà il ritorno di Marisa Sannia che proporrà il suo lavoro "Melagranada", parole e canzoni dell'anima che ripercorrono i versi di Antioco Casula, Francesco Masala e Garcìa Lorca. Da ricordare, infine, la proiezione ogni sera del documentario Rai "Fili di memoria" e i laboratori, altro asse portante della rassegna: si va da quelli di giornalismo curati da Giuseppe Pulina a quelli di fotografia con Dario Coletti, passando per quello sul feltro e gli oggetti di lana curato da Eugenia Pinna.
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