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Mercoledì 12 settembre 2007

Le mille e una fiaba

Da domani a Perfugas quarta edizione del festival dedicato all'arte del racconto. In scena anche la sempreverde Marisa Sannia

di Paolo Coretti

Come degli emigrati, ritornano a casa dopo quarant'anni. Sono i racconti dell'Anglona, registrati nel 1968 da una giovane universitaria per la sua tesi di laurea. Emilia Sanna aveva setacciato i piccoli centri alla ricerca di fiabe e aneddoti che affondassero le radici nella tradizione. Li ha catturati dalla voce di persone comuni con uno dei primi registratori portatili. Tutto il materiale raccolto è stato custodito per decenni nell'archivio dell'Università di Cagliari e nella Discoteca di Stato a Roma. Oggi queste storie ritornano a vivere nella prima serata di "Mille e un Nuraghe", il festival della fiaba che prende il via domani a Perfugas.

La quarta edizione della manifestazione organizzata da Archivi del Sud focalizza ancora una volta l'attenzione sulla narrazione orale, e in particolare quest'anno mette in luce il ruolo degli archivi sonori, come scrigni di un patrimonio (altrimenti affidato solo alla memoria) che troppo spesso rischia di andare perduto. Domani sera alle 20.30 saranno cinque narratrici a ridare voce a questi racconti: Francette Orsoni, Clara Farina, Maria Antonietta Pirrigheddu, Mariuccia Sanna e Enedina Sanna. Una versione tutta al femminile dei "Mastros de Contascias" per questa edizione dedicata alle donne, come dimostrano gli eventi più attesi.

Uno di questi è l'attesissimo ritorno di Marisa Sannia, cantante di Sinnai in auge sulla scena nazionale negli anni Sessanta, che domenica 16 alle 21 salirà sul palco di Mille e un Nuraghe per la serata conclusiva. Il suo concerto "Melagranada" mescola poesia e musica, e la sua voce intonerà versi di Garcìa Lorca, Francesco Masala e Antioco Casula.

La manifestazione, assieme al Comune, ha anche lanciato una sfida: salvare parole perdute in luoghi che rischiano di essere dimenticati. E' la scommessa dell'Orto delle fiabe (domani alle 18), un giardino dove accanto ad alcune essenze rare saranno piantate simbolicamente parole sarde da mantenere in vita. Spetterà alla comunità di Perfugas prendersi cura delle piantine e del luogo stesso, strappato agli atti vandalici.

E proprio per stimolare la curiosità dei più giovani la manifestazione propone sin dalla prima edizione diversi laboratori. I giovani appassionati di giornalismo avranno a disposizione i consigli di Giuseppe Pulina, per la fotografia ci sarà Dario Coletti, da sempre appassionato della Sardegna, con un corso incentrato sul paesaggio. Per i bambini ritorna il laboratorio di arte preistorica, mentre Eugenia Pinna guiderà ancora nella tessitura, in particolare degli oggetti in feltro. A svelare i segreti del ritmo ci sarà Peppe Consolmagno, con il suo corso di percussioni.

La musica ritornerà anche venerdì sera con il concerto di Claudia Bombardella e il 15 settembre con la produzione originale "Succu Suk" di Giovanni Fancello e Enzo Favata. Una ricetta a base di sperimentazione sonora e aromi intriganti, accompagnata dalla chitarra di Mauro Campobasso e dal video di Francesco Cadoni.

Nel programma (consultabile su www.milleunnuraghe.it) non poteva mancare il concerto all'alba, domenica alle 6, con il repertorio della Settimana Santa del coro Su Cuncordu 'e Su Rusariu di Santulussurgiu. L'atmosfera della fiaba circonderà il paese grazie a installazioni e proiezioni nel centro storico. Dopo la mezzanotte la parola passerà ai racconti da brivido, aperti a tutti. Tra le iniziative anche il Mercato degli artigiani (domenica) e gli atelier della narrazione (il 14 e il 15).

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