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Martedì 30 maggio 2006 |
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Monumenti aperti, brilla la stazione |
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Le tele di Biasi e l'archeologia industriale: |
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Tempio. Riflettori puntati sull'antica stazione ferroviaria, in città, per la bella manifestazione "Monumenti aperti", organizzata dagli assessorati alla cultura e alla Pubblica Istruzione della Comunità Montana n. 3, negli otto Comuni che fanno parte dell'ente territoriale. Per molti tempiesi è stata una scoperta. La sala d'aspetto di seconda classe, dalle pareti interamente decorate con grandi tele del celebre pittore sassarese Giuseppe Biasi, tanto da essere stata ribattezzata "Sala Biasi", è forse più nota ai turisti (soprattutto tedeschi) che, partendo dalla vicina costa, si servono del trenino verde per visitare l'antico capoluogo della Gallura, anche per ammirare i quadri esposti alla stazione, citati in molte guide per stranieri. Delle tele, che erano state dipinte appositamente per la stazione all'inizio degli anni '30 del secolo scorso, ne mancano da diverso tempo due tra le più importanti. Rimosse perché, ufficialmente, necessitavano di restauro, sono state trattenute a Roma nella sede della direzione generale della società ferroviaria dei conti Pasquino. Le opere di Biasi non rappresentano, comunque, l'unico tesoro della stazione ferroviaria, che è dotata di un'officina meccanica ancora funzionante, considerata un raro esempio di archeologia industriale. Tutti gli strumenti, un grosso trapano, due torni, un potente maglio e diversi altri macchinari, risalenti alla fine del 1800, erano azionati da un unico motore a vapore, sostituito molti decenni fa da uno elettrico, tuttora in grado di svolgere la propria funzione. Nell'interessante visita hanno fatto da cicerone l'avvocato Mario Quarnienti, un vero esperto delle ferrovie a scartamento ridotto, fondatore e a lungo presidente dell'Associazione Amici del treno, e il geometra Pietro Manca, della direzione delle FdS. I più attenti e informati sono risultati gli alunni delle quarte e quinte classi delle scuole elementari. Le manifestazioni alla stazione si sono concluse, nella Sala Biasi, con un applaudito concerto del Coro Gabriel, con i diversi brani intervallati dalla lettura dei testi affidata alla voce professionale di Maria Antonietta Pirrigheddu. (Giuseppe Cancedda)
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