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N. 109 settembre-ottobre 2007 |
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Una ciurrata malavvissiata |
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Pasquale Ciboddo |
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La commedia in dialetto gallurese "Una ciurrata malavvissiata", di Margherita Achenza, presentata a Tempio al Sacro Cuore prima e poi al Teatro del Carmine, ritrae la vita di oggi. E' lo specchio della società di una falsa civiltà. La famiglia, in fibrillazione, come un cuore in tachicardia, si muove veloce tra problemi finanziari e altri quotidiani, le paure dei sequestri, dei topi d'appartamento, della scuola, dei dubbi degli amanti, ecc. Il componimento teatrale si svolge con battute satiriche sotto forma di metafore, con sorridente distacco assunto dalla regista, Margherita Achenza, nei confronti dei suoi personaggi. Piacevole nel suo svolgimento, attrae il pubblico che applaude compiaciuto e compiacente. La commedia, fatta di contrasti tra i personaggi su complicate vicende, termina felicemente con un cospicuo assegno assicurativo che sorprende Maria Antonietta tanto da cadere sul palco "come corpo morto cade" (senza danni) a dirla con Dante. L'artista sa ritrarre bene certe situazioni comuni e verosimili. Porto i miei complimenti a Margherita e a tutti i bravi personaggi e un ringraziamento al folto e caloroso pubblico.
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