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Risponde lunadivetro:
All'interno di una
relazione, in realtà, il "bisogno" non esiste: si sta insieme per amore,
oppure per abitudine, oppure per paura di restare soli.
Se c'è l'amore, il
"bisogno" l'uno dell'altra è una cosa giusta e naturale, purché sia
reciproca. Ma se è la paura di restare soli a generare il "bisogno" di una
persona che non ci corrisponde appieno, dove potrà condurci? E' un bisogno
che non verrà mai colmato, perché sempre ci si sentirà soli: è un bisogno
mentale.
La cosa più saggia
da fare, sempre, è valutare attentamente tutta la situazione, da quando la
storia è cominciata fino ad oggi. Valutare gli aspetti positivi e quelli
negativi, guardare la continuità, la stabilità; rifare mentalmente e
coscientemente tutto il percorso. Quali vantaggi ci sono? Quali svantaggi?
La storia è in crescita o sta morendo? Come è nata? Ed è nata davvero? La
stabilità è reale o fittizia? Ogni storia è una parabola. In quale punto si
trova la tua?
Non
so se tu voglia liberarti dal "bisogno" per uscire da una storia. Cosa
tremendamente difficile, perché più si cerca di rinunciare, più ci si
attacca. Ma anche in questo caso la chiave di tutto è capire.
Ripercorrere le tappe, fermandosi ad ogni stazione per analizzarle. Senza
buttare via i momenti belli, ma mettendoli a confronto con quelli brutti,
fino ad arrivare ad una visione chiara dello stato ATTUALE delle cose.
Se invece è la
paura di restare da sola a generare il tuo bisogno, sappi che questa paura
mai dovrebbe condizionare la tua vita: perché ti appoggerai a qualcuno,
magari anche qualcuno che ti ama, ma la tua paura resterà lì,
intatta, sempre creando il bisogno. Solo una cosa ti aiuterà ad abbatterla:
la volontà di guardarla in faccia, di riconoscerla, di sapere che
c'è. Convincendoti che "è meglio soli che male accompagnati".
Questa non è una
frase fatta. Mille volte meglio non essere accompagnati, piuttosto che
vivere insieme ad un errore, che prima o poi diventerà la tua oppressione. |