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Risponde lunadivetro:
E' normale avere
paura degli altri, quando ci vogliono imporre i loro
modi di pensare, anche perché spesso il giudizio si
traduce in imposizione. Ma non è una vergogna avere
paura! Anzi, se non è eccessiva la paura è una cosa
utile, perché ci porta a valutare le nostre azioni e
quelle altrui.
E' quando il pensiero del giudizio
altrui comincia a condizionarci la vita, e addirittura diventa il metro con
cui misuriamo il nostro valore, che dobbiamo preoccuparci. Ed è proprio
allora che con tutte le nostre forze dobbiamo ribellarci e distruggere
quella "trappola di ferro" in cui ci siamo cacciati: per avere giustizia, per
difendere la nostra libertà, per non permettere soprusi.
Proprio quando ci rendiamo conto che la
paura è diventata paralisi, riusciamo a tirar
fuori la rabbia per tagliare le sbarre dove ci hanno rinchiuso, e riusciamo a
gridare con forza la verità per difendere la nostra dignità.
Nessuno ha il diritto di dirci come
dobbiamo vivere. D'altra parte se accontentiamo qualcuno ne scontentiamo
altri, rischiando comunque di perdere l'autostima.
Tu sei riuscita ad individuare le cause
del tuo malessere, e questa sarà la molla per riprenderti la stima di te
stessa e la
libertà di combattere per la tua vita, imponendo - se necessario - il tuo volere.
L'uomo lascia un segno del suo
passaggio solo quando è capace di lottare affinché le sue opinioni vengano
rispettate, infischiandosene del giudizio altrui quando sa di agire secondo
coscienza.
Quanto all'errore, dev'essere
sempre messo in conto: se l'uomo non avesse la possibilità di sbagliare
sarebbe un dio. E non ci sono dèi fra gli uomini. E' l'errore che ci
insegna a crescere: maturiamo solo quando ci rendiamo conto di aver
sbagliato e abbiamo la capacità di correggerci.
Ricordati che nulla e nessuno può
realmente condizionare il tuo volere. Tutto è sempre nelle tue mani. Il
lasciarsi andare ci rende piccini e indifesi; ma la reazione è ciò ci
permette di tirar
fuori il meglio di noi stessi. |