TI CERCO NELLA NOTTE
Il mio semplice racconto non è una fantasia ma è
vita vera, è forse quella parte della vita che non avrei mai voluto
conoscere, ma purtroppo l'essere umano è predestinato al suo cammino e
non c'è modo di sfuggirgli.
Un viaggio nella mente mi riporta a molti anni fa,
quando ero solo una dolce bimba biondissima, con mille sogni, con mille
sorrisi con mille speranze, con un modo magico da sperimentare. E
ritorno lì nella mia casa natale, e sento ancora gli odori di dolci e
vaniglie provenienti dalla cucina, ed il rumore delle loro voci, ed io
che mi avvicinavo e guardavo loro con ammirazione.
E lui, era lui il mio uomo ideale, era lui il mio
motivo di risveglio, era lui la mia vita, erano fatti di lui i miei
sogni, di lui di mio padre. Era lui... E le lacrime ogni volta che la
mente lo riflette ai miei occhi non si vogliono fermare, ma scendono
lungo il mio viso e mi bruciano quelle ferite che ho nell'anima e che
non si sono mai rimarginate. E tento di chiudere gli occhi e rivedo il
suo sorriso, i suoi occhi pieni di amore, e rivedo i suoi baffi con cui
giocavo, le sue mani quelle mani grandi che mi abbracciavano come
fossero sempre una fine e un inizio. Era lui quell'angelo donatomi dal
dio, era lui il mio mondo ideale.
Un giorno una telefonata strana nella notte buia e
silenziosa e la notizia di una dramma, ed io ritorno e vedo la piccola
bambina bionda inginocchiata in un angolo, il corpo tremante e gli occhi
ghiacci dal dolore, il cuore non poteva urlare al mondo il suo grido di
dolore. Si avvicinò a lui in quella bara triste e fredda e gli toccò
il viso, e gli baciò la fronte e a lei sembrava che tutto il suo mondo
si fermasse lì. Lei non capiva perché e chi avesse mai permesso questo.
E lui da lì dall'alto di un mondo sconosciuto ai nostri sguardi, la
guardava e la stringeva forte a sé e le promise che mai l'avrebbe
abbandonata e che sempre le sarebbe stato accanto. E lei lì giù nel
mondo dei piccoli ignoti sembrava che capisse il suo messaggio, e lei
chiuse gli occhi e lo vide, era lui il suo angelo più bello che mai, e
lei da quel momento non smise mai di pensarlo.
Ho portato il silenzio per venti anni, i sorrisi e
le sue parole e in quel silenzio ho scoperto la più dolce delle parole:
l'amore, l'amore eterno che nemmeno il legamento tremendo della morte
non può spezzare ed ho capito l'essenza della vita. Importante non è
quanto tempo si ha ma ciò che si fa del tempo disponibile, di ciò che si
trasmette agli altri. Io vivo per lui, io guardo lui in ogni mio bisogno
di pace e serenità, io ritrovo lui in ogni attimo in ogni parte di me.
Nel silenzio della morte e della vita stessa i nostri cari non smettono
mai di vivere, essi vivranno per sempre nei nostri cuori. E' per te
papà.