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Aldo
GESÙ E L’ETERNITÀ
L’eternità si vive qui e ora, in questa vita che può
divenire di grande significato e valore se vissuta nell’amore e nella
comunione con gli altri. Il fatto che la vita sia apparentemente interrotta
dalla morte non dovrebbe contare molto. Quella vita è finita, ma è stata una
vita con occhi, mente e cuore aperti, una vita di valore, di particolare
valore proprio perché limitata, perché “non eterna”, una vita comunque
regalata. La morte non esiste, lo dice Raimon Panikkar, esiste la morte
degli altri. L’eterno è l’infinito vissuto nella mente dell’uomo che si è
adeguato a comprenderlo. L’egocentrico vive il senso dell’infinito con il
timore e l’ossessione della perdita nel territorio di sé stesso, come una
sconfitta.
La vita oltre la morte?
Anche in chiesa si parla sempre meno della vita oltre la morte.
E’ in questa vita che si risorge!
L'ANIMA COME SENSO DI UNITÀ DELLA NOSTRA VITA
C'era una foglia che,
essendo molto miope, non vedeva l'albero di cui faceva parte assieme a
tutte le altre foglie uguali a lei. La foglia si preoccupava, in prossimità
dell'autunno, per il fatto che sarebbe stata portata via dal vento, morta e
finita per sempre. Non sapeva la poverina che la primavera successiva altre
ne sarebbero rispuntate nuove e belle. La foglia individualista non aveva
capito di essere solo una piccolissima parte del grande albero, perfetta
nella sua struttura, ma ben sostituibile. Se lo avesse capito, se avesse
potuto vedere più lontano, se si fosse sentita parte intima del grande
albero, uguale alle sue compagne in una comunione vitale, forse avrebbe
temuto meno il momento della sua caduta, si sarebbe sentita integrata al
grande essere vivente, felice di realizzarsi nell'albero e non solo in sé
stessa. Ciò vale per tutti gli esseri viventi di questo mondo.
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