EMERGENCY
I rapporti del mondo occidentale con il terzo
mondo, con i paesi meno sviluppati, meno fortunati ed evoluti sono stati
sempre impari. Sono stati imposti nel proprio stretto interesse
attraverso il commercio, le guerre, transazioni economiche inique,
scambi impari, talora attraverso la paura, depredando e sostenendo di
farlo per portare la civiltà, la nostra civiltà occidentale. Per secoli
si è colonizzato, ci si è procurato schiavi, per secoli il bilancio
economico è stato impari.
Quando si conquistano colonie nel terzo mondo,
quando si sfruttano le popolazioni, si impongono trattati e transazioni
furbe o inique nel proprio esclusivo interesse, quando alla reazione,
all’ira di queste popolazioni, all’orgoglio e alla dignità feriti, ai
diritti violati o alla miseria si reagisce come si può, anche con il
terrorismo, fino al fenomeno dei Kamikaze, allora si reagisce con
l’aggressione armata, con veri e propri genocidi come in Iraq, con
spedizioni belliche tecnologicamente avanzate, con i bombardamenti.
Provi un occidentale, perché è soprattutto
dell’Occidente che per il momento si parla, ad andarsene a spasso da
solo, anche se armato, in Afganistan. Lì, Gino strada non ha avuto e non
ha bisogno di protezione: egli è lì a dare aiuto, rappresenta la
fraternità disinteressata. Egli sa dare con il bisogno e il piacere di
aiutare, di andare incontro alla sofferenza e di alleviarla, di curare.
Lì egli ha trovato fratelli e figli; non teme, anche se è un
occidentale. Egli rappresenta però un elemento di confronto negativo,
una pietra di paragone negativa con la maggior parte del mondo
occidentale. Ciò non è gradito perché fa pensare, dovrebbe farci
pensare.