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Risponde lunadivetro:
Non sempre i segni sono visibili o
udibili. Una cosa è certa: se non ignoriamo la voce della coscienza, se
siamo capaci di ascoltare noi stessi, se sappiamo unire i due "individui"
che si combattono dentro di noi, siamo già all'inizio della strada giusta.
Non si può volere qualcosa a tutti i
costi. Si parte lavorando su se stessi. Una volta che abbiamo trovato il
nostro essere, allora sì che diventiamo capaci di leggere i segni e di
sentire le parole. Ma le parole che possiamo sentire non hanno un suono:
sono piuttosto una vibrazione interiore...
Il guaio è che dentro l'uomo abitano
due apparenti individualità che si contrappongono: una spinge verso
qualcosa, l'altra ci trattiene; e questa contrapposizione spezza le gambe
alla determinazione.
Come si fa a riappacificarli?
Interrogando se stessi. Cercando di mettere a tacere quella parte oscura -
l'inconscio - che ci mette i bastoni tra le ruote. Ricercando la base delle
nostre convinzioni, e seguendo attentamente la ragione. Troppo spesso ci
lasciamo trascinare dall'entusiasmo, dalle convenienze, dall'interesse... e
se non c'è la ragione ad aiutarci ad individuare ciò che è giusto, ci
dividiamo in mille sentierini senza costrutto, alimentando una perenne
incertezza.
L'entusiasmo è fondamentale, certo,
però dobbiamo imparare a dominarlo e ad utilizzarlo in ciò che l'interezza
del nostro essere decide di intraprendere, ovvero quel che sappiamo essere
buono per noi. |