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postato da "Compagni di viaggio" |
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Stavolta è una delle pochissime volte che le
redazioni dei giornali (in questo caso l'edizione
di Olbia\Gallura della Nuova Sardegna) hanno
fatto un titolo che rispecchia e corrisponde
fedelmente: «Quando l’arte è genetica: la mostra di
due fratelli». Infatti da quel che ho potuto
constatare di persona tale mostra si è rivelata una
piacevole sorpresa per i tanti visitatori,
incuriositi dal titolo e dai manifesti e
depliant che la pubblicizzano: «Frammenti di luna
calante» (titolo della mostra), in quanto la mostra
d’arte è stata ideata in modo tale da accontentare i
gusti più diversi. I due fratelli Tomaso e Maria
Antonietta Pirrigheddu, che ne sono gli autori e i
curatori, hanno con le loro opere persuaso anche i
visitatori dai gusti più difficili. La dimostrazione
è data dall’interesse del pubblico e dai tanti
«pezzi» che sono stati esposti ltre
che venduti: dipinti, disegni, vetri, fossili
scolpiti su marmo e gesso ed alcune microsculture
che possono essere osservate solo sotto una lente
d’ingrandimento (fornita, per fortuna, ai visitatori La caratteristica originale di questa esposizione, che secondo me l'ha resa speciale e particolare, è stata il suo wordinprogress perché veniva allestita giorno dopo giorno. Tutta opera dei due fratelli (al centro della foto qui a destra) che, pur avendo in misura analoga l’arte nel sangue (sono stati capaci di tirare fuori quelle caratteristiche presenti in ciascuno di noi, ma che non vogliamo ammettere di avere o peggio non le vogliamo tirare fuori), si distinguono nettamente nelle rispettive produzioni: raffinati incubi e personaggi surreali e onirici (tipo i fumetti di Dylan Dog e di Napoleone) avvolti da atmosfere sulfuree e blakiane, le opere di Tomaso; luci intense, sagome da sognanti arcobaleni, di fate e suggestioni magico-sciamaniche fantastiche quelle di Maria Antonietta. Ma in entrambi è ben visibile il riferimento ad un universo di significati di cui l’opera d’arte realizzata è giusto uno scenario simbolico. Essi distribuiscono e dosano “alchemicamente" Cuore&Mente. Inoltre tale manifestazione è stata il pezzo forte della programmazione culturale cittadina - dove (non era mai successo in 50 anni) a causa delle spese inutili e folli di questa amministrazione non sono state messe neppure le luminarie di Natale, né tanto meno organizzati spettacoli in piazza per Capodanno, mentre nei paesi e piccoli centri (bidde come diciamo in lingua sarda) vicini si è provveduto -, organizzata in collaborazione con la rivista letteraria locale Gemellae da me più volte citata su questo blog.
C'è da dire che la rassegna dei due fratelli è
stata propiziata dall'ottima e brillante idea di
unire pittura e scultura con percorsi (anche se io
preferisco usare il termine contaminazioni) di
poesia, cinema, teatro e musica. Proprio dei
«Frammenti di luna calante». Infatti la mostra fa da
perno a un più ambizioso progetto: quello di far
incontrare diverse forme d’arte in una sorta di
dialogo a più voci. Fra le manifestazioni che sono
riuscito a documentare vi sono: 1) quella del 23
dicembre lettura d Ora poiché non riesco (ma soprattutto per evitare di cadere in banalità e ripetizioni) a trovare altre parole adatte per definire i due artisti e le loro opere, lascio la parola al depliant della mostra dove M.Antonietta descrive cosi le sue opere:
«Luci,simboli,suggestioni magiche; il vetro
riflette significati insoliti. Nei talismani,
realizzati in base alla data di nascita seguendo
un'antica tradizione, è racchiuso il nome di un
angelo, il respiro di un essere»; e a chi forse
d'arte se ne intende più di me, ovvero alla
gallerista Zinetta Vasino. La quale ha definito
così le opere di Maria Antonietta : «Caldeiscopi,
vibrazioni di frammenti d’anima. Pulviscoli luminosi
emergenti dai flussi dell'inconscio»; e così quelle
di Tomaso
Teoria che collima con quanto dice questo sito culturale : «Rimango stupito e sorpreso allorquando mi trovo ad ammirare l’opera di un moderno “cantore” della corrente Surrealista. Ne nasce un primo ed inevitabile confronto e richiamo ai grandi maestri di questa particolare forma di pittura e rappresentazione artistica. Ma in Tomaso Pirrigheddu scovo inflessioni e scelte stilistiche più marcate e profonde, più surrealmente legate alla realtà ed al simbolismo che all’onirico ed al metafisico astratto. Laddove il metafisico appare, segna il confine tra il significato ed il simbolo, tra la metafora e l’allegoria della vita». Non so più che altro dire, se non lasciare la parola ai curatori, a cui ho fatto una piccola intervista (in realtà era una chiacchierata fatta durante i giorni della mostra poi diventata via e-mail un’intervista): 1) come mai avete deciso di chiamare questa mostra frammenti di luna calante, quando i lavori rappresentano altri aspetti? La fase di luna calante ci mostra una luna sempre più oscura e perciò, sotto certi aspetti, misteriosa. Anche le nostre opere sono abbastanza oscure, non immediatamente comprensibili; e anche dopo essere state spiegate, un loro lato resta sempre "nascosto" a chi le guarda. È questa la ragione del titolo della mostra. Le opere viste come frammenti, pezzetti, di qualcosa che è difficile da vedere o da decifrare. 2) Come mai avete scelto\deciso la contaminazione delle arti? Abbiamo voluto, più che altro, organizzare qualcosa di diverso... Non si tratta di una contaminazione ma piuttosto di un incontro festoso. Entrambi recitiamo nella Filodrammatica Gallurese (Maria Antonietta ha fatto anche delle letture in teatro o in locali), conosciamo il poeta Franco Fresi, il cantante Vincenzo Murino è nostro cugino oltre che amico, il sassofonista Daniele Ricciu è amico di Tomaso da vecchia data, alcuni membri del Coro Gabriel pure... Ci mancava solo qualche danzatore, insomma, e il quadro sarebbe stato completo! 3) Leggendo l'articolo dell'ultimo numero della rivista Gemellae in cui parli della tua mostra e dopo avervi partecipato mi viene da chiedervi: ma oltre che nella tue creazioni, anche nella vita di tutti i giorni usi il cuore? Mentre tu Tomaso usi solo la mente? È cosi oppure è una mia impressione? È auspicabile che entrambi usiamo sia il cuore che la mente, non solo nelle opere ma soprattutto nella vita! La mente da sola sarebbe gelida, e il cuore da solo sarebbe inconcludente. Ciononostante è vero che nelle nostre opere li "dosiamo" in misura diversa, e sicuramente in quelle di Tomaso prevale il lato mentale. (01.01.06)
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