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GLI ANGELI DI NASCITA

Gli Angeli di nascita (questa è solo una delle tante definizioni che possiamo dar loro) sono delle Forze che ci invogliano e ci guidano verso il compimento del nostro scopo di vita. Sono i portatori dei nostri talenti, delle aspirazioni più elevate, delle nostre inclinazioni. I loro nomi ci sono stati tramandati dall’Antichità e, nella loro varietà, riflettono 72 sfaccettature o Volti divini. Non vanno confusi con l’angelo custode, che ha invece compiti di protezione nei nostri confronti ed è una voce di coscienza.

Possiamo immaginarli come delle correnti di energia che ci attraversano al momento della nascita e che permangono in noi fino alla morte. Non restano dopo il nostro passaggio sulla terra, ma nell'Oltre portiamo con noi quel che abbiamo realizzato grazie ai loro doni.

Ogni uomo è accompagnato da tre Angeli di nascita, che si possono individuare in base al giorno e all’ora in cui si viene al mondo. Per stabilire il primo è di solito sufficiente conoscere il giorno di nascita: coloro che vengono al mondo nello stesso periodo di circa 5 giorni sono “ispirati” dallo stesso angelo, che porta particolari tendenze. Parliamo di tendenze perché quel che poi diventiamo viene determinato anche dal carattere, dall’ambiente e soprattutto dalla volontà. Per individuare gli altri due Angeli è invece necessario conoscere anche l’ora di nascita.

Questi tre Esseri, queste tre Forze che ci pulsano dentro, intrecciano e armonizzano le loro energie dentro di noi guidandoci verso quella che dovrebbe essere la nostra piena realizzazione, che passa sempre attraverso i  princìpi e i desideri più profondi, e quindi verso la felicità.

Il percorso della nostra esistenza, con ciò che riusciamo a fare meglio, ciò che desideriamo realizzare, prevalentemente è dato dai doni che essi concedono. Quando si è in grado di ascoltare la propria natura, infatti, è inevitabile che le proprie scelte siano dettate dalle tendenze personali e dalla propria vocazione, intesa come aspirazione ad un certo tipo di vita piuttosto che a un altro.

Spesso siamo infelici perché cerchiamo con testardaggine ciò che non fa per noi, ciò verso cui ci hanno sospinto gli altri, abbandonando o rifiutando quel che invece ci aspetta. Fare quel che non ci piace e non ci compete rende la vita approssimativa e pesante: si diviene persone indecise, che si arrabattano faticosamente senza neanche sapere il perché.

Ma la felicità può giungere solo attraverso l'attuazione di ciò che siamo davvero, di ciò che  in un certo senso siamo destinati ad essere. Nessuno è più appagato di colui che ama quel che fa, o meglio di colui che può fare ed essere quel che ama. L'esistenza è più dolce e scorrevole – e le soddisfazioni non mancano - quando sappiamo quel che vogliamo fare e siamo disposti ad impegnarci per raggiungerlo. Ecco il vero significato della parola “vocazione”.

Quest’ultimo è un termine spesso frainteso. Seguire la propria vocazione non significa altro che fare ed essere ciò che il cuore davvero desidera. E gli Angeli di nascita hanno il compito di affiancarci in questa impresa, nella quale è racchiuso lo scopo per cui siamo al mondo: portano il dono della vocazione e ci aiutano a metterlo in atto. Sono essi stessi dei doni, perché le loro energie formano quel bagaglio di talenti che possiamo esprimere come meglio crediamo; ci vengono in aiuto mostrandoci in ogni modo quelle attitudini che costituiscono i cardini e il fondamento del nostro essere. E' così che  che si illumina e si spiana davanti a noi la strada da percorrere.

Il dono dell'angelo - l'opportunità che offre - è ciò che aiuta l'uomo a divenire un tutt'uno con la sua vera essenza, con ciò che è realmente.

Certo, non tutti siamo in grado di percepire la "voce" degli Angeli di nascita: intrappolati come siamo nella superficie delle cose, abbiamo ormai preso l’abitudine di trascurare le sensazioni che provengono dall'Alto e dalla nostra stessa interiorità. Sovente non conosciamo nemmeno le qualità che possediamo.

Comunicano con noi in mille modi diversi, utilizzando spesso i mezzi più ordinari: per accorgersene basterebbe diventare un pochino più sensibili ai sogni, ai segni, alle coincidenze e piccoli messaggi di cui è costellata la vita quotidiana. Non ci si può certo aspettare di udirli con le orecchie, né di avere visioni fantastiche o cose del genere.

D’altra parte ciascuno è libero di seguire le loro ispirazioni oppure di ignorarle: sta a noi scegliere se mettere a frutto i talenti che ci sono stati concessi o sprecare il nostro potenziale. La decisione è sempre nostra.

Talvolta ci si chiede: come faccio a sapere che Dio esiste davvero? Perché dovrei credere in lui?

Ma la prima domanda che l'uomo dovrebbe porsi è invece questa: cosa ci faccio qui? Sono nato per caso e mi ritrovo fare un percorso che inutilmente va dalla nascita alla vecchiaia, oppure ho uno scopo? Qual è il motivo della mia esistenza? E cosa posso fare per renderla veramente umana, interessante, viva?

Una vita può sembrare lunga, ma il tempo muore con noi. Che dolore aver vissuto senza essere stati “qualcuno”... Quando invece si è vissuti in nome di uno scopo, quando si è ricercato un motivo di esistenza, tutto cambia: anche il senso della morte.

Quando si conosce lo scopo della propria nascita, la vita diventa più appagante. Ci si potrebbe addirittura rendere conto di essere realmente importanti.

Maria Antonietta Pirrigheddu

Vedi anche:

L'angelo custode

L'origine dei 72 Nomi

Il cerchio dei 72

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