Il talismano non è un “portafortuna”.
La fortuna così come si intende di solito, infatti, non esiste. La
fortuna e la sfortuna sono spesso il frutto del nostro modo di essere,
dei nostri gesti, parole, pensieri, insomma di ciò che andiamo seminando
sul nostro percorso: il bene e il male tornano sempre indietro, anche se
si finge di non saperlo.
Fortuna e sfortuna sono anche la
conseguenza di un atteggiamento mentale: dipendono molto da ciò che ci
si attende dalla vita, e soprattutto da quel che si vuole. In teoria
nessuno desidera guai e problemi; in pratica, però, spesso ce li andiamo
a cercare! E poi diciamo che siamo sfortunati… Allo stesso modo se ci
aspettiamo male, danni e disgrazie (abitudine piuttosto diffusa),
esattamente questo avremo, perché diventiamo noi stessi sorgente di
negatività.
Solo se si è capaci di guardare
avanti con ottimismo, con fiducia in se stessi e nelle risorse che
l’Universo mette a disposizione degli esseri umani, la vita può
rispondere con occasioni positive. Ma se queste verranno ignorate, per
pigrizia o per qualunque altro motivo, smetteranno di presentarsi.
Insomma, per smuovere la fortuna è
necessario imparare ad essere ricettivi nei suoi confronti. Se poi per
fortuna si intende vincere al totocalcio o cose del genere… significa
che non si ha intenzione di muovere alcun passo verso l’esistenza, e che
vogliamo che tutto ci piova dall’alto senza fatica. Certo nessuno ci
vieta di tentare, ma se puntiamo solo a questo non andremo molto
lontano.
A che serve dunque un talismano, se
non può dare fortuna?
Un talismano è un contenitore di
energie positive. Viene realizzato avvalendosi di preghiere speciali, di
benedizioni antiche; ma sta a noi attivare le sue energie, farle nostre
e utilizzarle. Il talismano da solo non farà nulla. Non ha niente di
magico, almeno nel termine corrente. Credere che un talismano farà
qualcosa per noi, che cambierà la nostra vita o compirà chissà quali
miracoli, è pura superstizione; e proprio su queste credenze proliferano
"maghi" e fattucchieri.
Il talismano è invece un oggetto che
può aiutare ad entrare in contatto con qualcosa di superiore: qualcosa
che dia positività e speranza, che possa guidare e proteggere.
Così, i talismani con i nomi degli
Angeli di nascita hanno lo scopo preciso di aiutare a creare un legame
con gli Esseri che tracciano la strada della realizzazione personale.
Sono un “aggancio” verso il dono di nascita, un aiuto ad utilizzare
meglio le proprie doti e i propri talenti, a mettere in atto le
potenzialità latenti che da soli può essere difficile scoprire e
sviluppare. Ma tutto dipende dalla fede e dalla volontà. Nessun oggetto
può agire per noi, né tanto meno darci qualcosa se non la meritiamo o se
non fa per noi.
Il talismano ha un’altra funzione: ci
ricorda che anche quando ci sentiamo soli, o siamo convinti di esserlo,
in realtà c’è sempre una presenza luminosa al nostro fianco. In questo
senso diventa addirittura un oggetto protettivo, perché insegna ad
affidarsi alle Forze celesti che sono nostre da sempre, ma che spesso
non conosciamo e non cerchiamo. L’immergersi con consapevolezza dentro
emanazioni buone e costruttive ci rende automaticamente più capaci di
allontanarci da ciò che è negativo: ecco la funzione di protezione. Se
l’attitudine a vincere più facilmente le negatività (proprie o
dell’ambiente circostante) si può definire “fortuna”, allora sì, il
talismano può essere un portafortuna, ma solo in tal senso e prendendo
questa definizione con le molle.
Un altro fattore non va trascurato: la
bellezza. Un oggetto bello e armonioso provoca un’attrazione immediata e
un’emanazione benefica; crea uno stato di benessere, un senso di stupore
che fa stare bene. La bellezza è una delle caratteristiche fondamentali
della Creazione. Il rapporto tra bellezza e bruttezza può essere
paragonato a quello esistente tra bene e male, o tra luce e tenebre: la
bruttezza deprime, la bellezza esalta e rigenera.
Mai si dovrebbe ricorrere all’uso di
un talismano che non sia anche bello, perché un oggetto che non rispetta
questo fondamento – che è un aspetto del bene – non può avere l’effetto
benefico desiderato. Ecco perché nei secoli spesso il ruolo di talismano
è stato assunto da gioielli splendidi, che racchiudevano in sé sia la
bellezza che la positività, favorendo un legame particolare con luminose
forze astrali.