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46. ARIEL

La sua essenza:

Percezione

La percezione nasce dalla capacità di scorgere le leggi che governano l'Universo, di leggere quanto l'Universo scrive. E' un sottile sentire - dono che non tutti possiedono, ma che tutti potrebbero avere; e conduce alla visione di quel che accade o di ciò che è già accaduto. È la mente a vedere, o meglio a captare ciò che Altri trasmettono.

 
   
 

L'essenza dell'angelo è la sua caratteristica personale, ciò che lo contraddistingue dagli altri 71.
L'essenza viene trasmessa all'uomo attraverso il dono. Perché l'angelo non dà solo il dono: dà anche se stesso.

 
 

 
 

Ariel è un "pensiero divino" messo a disposizione dei nati dall'8 al 12 novembre circa, i quali - secondo la Tradizione - ricevono questi doni:

 Capacità di comprendere i segreti della natura. Propensione per la scienza, la medicina e la ricerca.
Mente lucida e intuizione. Prudenza, discrezione.

 
 

 
 

Il dono è un'inclinazione, una tendenza, e può essere accettato o non preso nemmeno in considerazione.
Naturalmente è raro sviluppare tutte le tendenze proposte dai nostri tre Angeli di nascita. Saranno il carattere, l'ambiente e le vicissitudini della vita a scegliere con noi.

 

 

Nell'antichità Ariel veniva invocato con questo versetto:

"Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature"

(Sal. 145,9)

 

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Testi di M. Antonietta Pirrigheddu

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