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54. NITHAEL

La sua essenza:

Conoscere e trasmettere

La Conoscenza costituisce sempre un'eredità: non esiste la possibilità di scoprire cose totalmente nuove. Le cose nuove si scoprono - o meglio si riscoprono - solo se si è prima recepito un insegnamento.
Partendo da questa base, Conoscenza è l'interesse e la facoltà di addentrarsi nel campo spirituale, ricercando non i cosiddetti "segreti" ma l'essenza delle cose, e conformando la propria vita a quanto si apprende. Ma essa non può  essere tenuta per sé: va trasmessa, naturalmente con le dovute cautele e senza imporre niente a nessuno.
Nithael vigila su questo filo di continuità conoscitiva che attraversa la storia dell'uomo.

 
   
 

L'essenza dell'angelo è la sua caratteristica personale, ciò che lo contraddistingue dagli altri 71.
L'essenza viene trasmessa all'uomo attraverso il dono. Perché l'angelo non dà solo il dono: dà anche se stesso.

 
 

 
 

Nithael è un "pensiero divino" messo a disposizione dei nati dal 17 al 22 dicembre circa, i quali - secondo la Tradizione - ricevono questi doni:

Nobiltà d'animo. Eloquenza e attitudine ad esprimersi, anche per iscritto, con semplicità e concretezza. Capacità di ascoltare e di farsi apprezzare in ogni ambiente.

 
 

 
 

Il dono è un'inclinazione, una tendenza, e può essere accettato o non preso nemmeno in considerazione.
Naturalmente è raro sviluppare tutte le tendenze proposte dai nostri tre Angeli di nascita. Saranno il carattere, l'ambiente e le vicissitudini della vita a scegliere con noi.

 

 

Nell'antichità Nithael veniva invocato con questo versetto:

"Il Signore ha stabilito nel Cielo il suo trono
e il suo regno abbraccia l'universo
"  

(Sal. 103,19)

 
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Testi di M. Antonietta Pirrigheddu

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