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69. ROCHEL

La sua essenza:

Restituzione

È la capacità di capire e gestire i talenti e i beni

che ci sono stati concessi, “restituendoli” al mondo

arricchiti della nostra esperienza e creatività.
Nessuno viene al mondo a mani vuote, e la vita ci concede continuamente ogni bene, non solo materiale. Ma se l’uomo non apprezza, se non sa ricevere e tantomeno trasmettere, ogni bene ricevuto diventa inutile. Solo chi sa ricevere può dare; e più dà, più gli viene concesso.
Ricevere, riconoscere, apprezzare, dare: questi sono i movimenti su cui si basa ogni relazione
e, in definitiva, la vita stessa.

 
 

 
 

L'essenza dell'angelo è la sua caratteristica personale, ciò che lo contraddistingue dagli altri 71.
L'essenza viene trasmessa all'uomo attraverso il dono. Perché l'angelo non dà solo il dono: dà anche se stesso.

 
 

 
 

Rochel è un "pensiero divino" messo a disposizione dei nati dal 1 al 6 marzo circa, i quali - secondo la Tradizione - ricevono questi doni:

Attitudine alla giurisprudenza, intesa come difesa del prossimo dalle ingiustizie.
Attitudine ad instaurare buone relazioni sociali.
Capacità di ritrovare il senso della vita
quando la strada sembra perduta.

 
 

 
 

Il dono è un'inclinazione, una tendenza, e può essere accettato o non preso nemmeno in considerazione.
Naturalmente è raro sviluppare tutte le tendenze proposte dai nostri tre Angeli di nascita. Saranno il carattere, l'ambiente e le vicissitudini della vita a scegliere con noi.

 

 

Nell'antichità Rochel veniva invocato con questo versetto:

"Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita"
 

(Sal. 16,5)

 
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Testi di M. Antonietta Pirrigheddu

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