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Maria Luisa - Pavia |
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16.09.09 |
I 10 comandamenti sono quelli
che la Chiesa ci ha insegnato???
Risponde lunadivetro:
Per rispondere
a questa domanda sono necessari un po' di logica e desiderio di
approfondire.
Prendiamo ad
esempio il terzo comandamento: "Ricordati di santificare le feste". La
Chiesa insegna che applicare questo precetto significa in primo luogo andare
a Messa la domenica e le feste comandate. Chi non lo fa non può definirsi
cattolico, e sta sempre a un passo dall'inferno. Ma ai tempi di Mosè, quando
vennero date le Tavole della Legge, non esisteva la Chiesa né tantomeno il
rito della Messa. Dunque? L'unica conclusione possibile è che questo
comandamento sia stato adattato ai tempi e alle esigenze di chi l'ha fatto
proprio, ossia la stessa Chiesa. Ma siamo sicuri che questo adattamento sia
corretto? Forse è il caso di rifletterci un pochino...
Prendiamone un
altro: "Non commettere adulterio" o, in traduzioni più recenti, "Non
commettere atti impuri". Già da secoli la Chiesa ha stabilito che questo
comandamento riguarda la sfera sessuale, sia al di fuori che dentro il
matrimonio. Ma - pur non trascurando l'importanza della fedeltà in una
coppia - il vero adulterio, o tradimento, è quello che si commette
contro se stessi: rinnegando ciò che si è davvero, rifiutando il proprio
ruolo, accettando di vivere nella mediocrità oppure solo per sé, permettendo
che la propria esistenza trascorra nell'inutilità più assoluta. E le vere
impurità non sono tanto quelle del corpo, quanto quelle che si annidano nel
cuore e nella mente. Così anche questo precetto acquista un significato più
vasto e sicuramente più utile.
Nello stesso
modo potremmo analizzare e rivalutare tutti i comandamenti, scoprendo forse
che sono assai più esigenti - e allo stesso tempo più vicini all'uomo - di
quel che siamo abituati a pensare.
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