Tutto
ciò che possiamo conoscere degli Angeli di nascita è racchiuso nel
loro nome, o meglio nelle lettere che lo compongono. Si tratta delle lettere
dell'alfabeto ebraico, che non hanno solo un suono e una valenza numerica,
ma possono essere considerate dei veri e propri geroglifici, con numerose
chiavi di lettura e una miriade di significati proiettati su diversi piani.
Le lettere ebraiche sono dei contenitori immensi
di concetti, di simboli, di archetipi, di valori. Proprio come gli Arcani
Maggiori dei Tarocchi... che non a caso sono ventidue come queste lettere.
Né degli uni né degli altri possiamo conoscere il tempo d'origine o la
provenienza.
La costruzione dei nomi, composti da tre lettere più
una desinenza che fu aggiunta successivamente, può sembrare a prima vista un
procedimento artificioso.
In realtà non si tratta di costruzione, ma di una vera
e propria decodifica. I 72 nomi, infatti, si trovano codificati in tre
versetti del Libro dell'Esodo, costituiti - unico caso in tutto
l'Antico Testamento - da 72 lettere ciascuno. Si tratta del famoso brano che
parla del viaggio degli Ebrei verso la Terra Promessa, sotto la guida di un
angelo:
19. L'Angelo di Dio, che precedeva la carovana di
Israele, cambiò posto e passò indietro. anche la colonna di nube si mosse e
dal davanti passò indietro.
20. Venne così a trovarsi tra l'accampamento degli
Egiziani e quello di Israele. Ora la nube era tenebrosa per gli uni, mentre
per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi
agli altri durante tutta la notte.
21. Allora Mosè stese la mano sul mare. E il
Signore, durante tutta la notte, risospinse il mare con un forte vento
d'oriente, rendendolo asciutto. Le acque si divisero.
(Es. 14,19-20-21)
Secondo
gli studiosi l'Esodo avvenne verso il 1220 - 1290 a.C.; il brano biblico
che lo racconta, invece, dovrebbe risalire almeno all'VIII secolo a.C.. Da questo possiamo farci un'idea dell'antichità
dell'angelologia, o almeno di quanto sia situata lontana nel tempo la
tradizione degli Angeli di nascita.
Per gli antichi cabalisti la scoperta di tre versetti
consecutivi di 72 lettere ciascuno fu una grande rivelazione. Il 72
infatti è un numero sacro, fondamentale per tutti i popoli antichi. Si
ritrova in moltissime tradizioni, ed è legato fra l'altro ad un particolare
fenomeno astronomico: la precessione degli equinozi, un movimento della
terra che determina l'avvento delle diverse ere. E' grazie a questo fenomeno
che ora stiamo lasciando l'era dei Pesci, cominciata più o meno duemila
anni fa, per entrare in quella dell'Acquario.
Gli antichi saggi ebrei, non si sa per via di quale
ispirazione, presero una lettera da ciascun versetto procedendo a zigzag,
formando così i 72 nomi: "Nomi di Dio", li chiamano alcuni, o "Attributi
divini", o "Angeli". Ogni nome definisce una precisa forza
divina che si riversa nell'essere angelico corrispondente.
Ai triletteri vennero successivamente aggiunge le
desinenze -'el o -yah, abbreviazioni di Elohim e Yahweh, considerati
due dei nomi o aspetti divini più potenti e venerabili.
Già da vari secoli i nomi sono stati tradotti, cercando
di dare a questi triletteri un suono pronunciabile anche nelle altre lingue,
sapendo però che sarebbe stato impossibile rendere alla perfezione il suono
originario. Ecco perché si possono trovare varie versioni di ciascun nome.
In fondo il nome dell'Angelo, soprattutto così come lo
conosciamo oggi, non è che un tentativo umano di rendere concetti sovrumani.
Nonostante l'apparente complessità con cui i 72 nomi
angelici sono stati ricavati, il risultato è sorprendente. Le tre lettere di
ciascun nome infatti, collegate tra loro, permettono di attribuire delle
caratteristiche peculiari a ciascun Angelo. Da queste caratteristiche si
giunge alle qualità (o doni) che dispensano ai nati nel periodo ad essi
corrispondente; e il bello è che la stragrande maggioranza delle persone vi
si riconosce, a tal punto da rimanere a volte stupefatti per la precisione.
Com'è possibile una cosa del genere?
Si può solo pensare che chi scrisse quei famosi tre
versetti dell'Esodo, chiunque egli fosse, non stava scrivendo solo un
racconto. Forse è il caso di credere che davvero questo passaggio della
Bibbia sia stato in qualche modo "ispirato". O, meglio, possiamo
ritenere che qualcuno l'abbia scritto proprio per criptare questi Nomi.
E non è certo un caso se i tre
versetti in questione cominciano parlando di un angelo guida...
La Terra Promessa non è altro che la personale
realizzazione di ogni uomo: una terra che è possibile raggiungere solo se si
è capaci di attraversare il mare della propria incoerenza, dell'indecisione,
della superficialità, del lasciarsi vivere.
La Terra Promessa è ciò a cui l'Angelo di nascita tenta
di condurci: anzitutto indicandocela e poi "passando indietro",
sospingendoci e vegliando affinché non cediamo alla tentazione di tornare
sui nostri passi - alla schiavitù delle vecchie abitudini - quando già abbiamo imboccato la
giusta strada.