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IL MERCANTE NEL TEMPIO

Pare che Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II siano apparsi a Ratzinger, chiedendogli di far valere i diritti d'autore su ogni parola da essi pronunciata.

Così Ratzinger - che ha la mano di papa Wojtyla sempre sulla testa - si è affrettato a mettere sotto chiave i discorsi dei suoi predecessori, nonché i suoi, naturalmente (che pare ben poco interesse suscitino, rispetto a quelli dei papi precedenti).

Questa è la notizia, tratta da La Gazzetta del Mezzogiorno online:

Le parole del Papa hanno un prezzo

Vaticano: «Sottoposti a copyright tutti gli scritti, i discorsi e le allocuzioni del Papa. Sia di quello regnante che dei predecessori, fino a 50 anni addietro»

CITTA’ DEL VATICANO - Le parole e gli scritti del papa da ora in poi sono merci a pagamento: le più care quelle scritte solennemente nelle encicliche, le meno costose quelle pronunciate nei discorsi (Angelus, catechesi del mercoledì, allocuzioni varie). Qualunque testo che ha per autore il Papa o un qualsiasi dicastero della Santa Sede d’ora in poi è protetto da un rigido copyright e può essere pubblicato solo dalla Libreria Editrice Vaticana. (Leggi tutto)

(Leggi la nota Adista)

A dir la verità non mi è mai passato nemmeno per la testa di pubblicare una sola parola dei discorsi di Ratzinger (non sempre molto edificanti, purtroppo). Ma sarei curiosa di sapere con quale diritto  si appropri delle parole di chi l'ha preceduto, parole che tanto bene hanno fatto e continuano a fare all'umanità.

Arriverà ad accampare i diritti d'autore anche sui Vangeli? Tutto sommato, pure Gesù Cristo è stato un suo predecessore! (anche se un po' lontano come idee...)

Oppure Ratzinger non ha altri sistemi per rimpinguare le casse del Vaticano? Evidentemente, troppo preso dalle sue elucubrazioni dottrinali, non ha mai letto l'episodio dei mercanti nel tempio.

Io invece, nonostante il suo divieto, mi ritengo libera di trascrivere e pubblicare a mio piacere le parole degli altri papi, a cominciare da queste di Giovanni XXIII:

"Sono nato povero, sono sempre vissuto povero e così voglio morire".

Capisco che per Ratzinger non sia conveniente che certe frasi, che aprono il cuore, vengano divulgate senza impedimenti. Meglio commerciarle... Provi però a chiedermi i diritti d'autore!

Per quanto riguarda i suoi discorsi ed omelie,  c'è un modo molto semplice per non incappare nelle grinfie dei suoi avvocati: basta non citarlo mai. E tanto meno comprarne i libri. Non ci si perde nulla, anzi ci si guadagna.

Diverso è per i papi precedenti. I loro messaggi appartengono all'umanità intera, poiché essi - a differenza di Ratzinger - hanno donato a piene mani: parole, esempi e vita. Perciò nessuno può appropriarsene, o accampare alcun diritto.

 

Ratzinger ricordi che il Papa non è un dittatore che emana leggi a suo uso e consumo. Un Papa è servo di Dio, servo d'ogni essere vivente. Un Papa, però.

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