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Commenti a   IL MIO TESTAMENTO BIOLOGICO E MORALE

 

Ada - Roma

Cara Maria Antonietta,
come vedi ti sono "venuta trovare"! ...sto spulciando il tuo sito qua e là, guardo i Talismani creati da te, scopro i tuoi dipinti bellissimi... e poi, questo tuo sensato testamento: svela, a mio parere, un profondo ed elevato sentire la vita, e ti ringrazio per questo tuo pieno e consapevole senso di Libertà, che ho letto tra le righe e che è sicuramente frutto dell'elaborazione delle tue esperienze, e che oggi rappresenta per me già una preziosa risposta alle numerose domande che mi sto facendo in questo particolare momento della mia vita.

04.05.09

Laura - Cagliari

Ciao M. Antonietta, hai scritto delle parole bellissime, sono pienamente d'accordo con te. Grazie per quello che scrivi buon lavoro.

29.04.09

Emy - Novara

Cara Maria Antonietta, hai espresso con queste parole il pensiero di molte persone su questo argomento compreso il mio, io ho visto morire mia madre e mio padre, hanno sofferto moltissimo, non avrebbero voluto essere tenuti in vita a tutti i costi. Nonostante il dolore che si prova nel perdere i propri cari, si soffre molto di più nel vederli ridotti a larve o vegetali. Chi si arroga il diritto di decidere sulla vita o sulla morte di qualcuno o non ha mai sofferto la perdita di una persona cara oppure è un grandissimo egoista e non sa amare. Chi ama veramente soffre ma sa quando è il momento di lasciare partire chi ama.

25.04.09

Claudia - Milano

Sono perfettamente d'accordo, tenere in vita artificialmente una persona (che non ha nessuna speranza di sopravvivere senza una macchina) equivale a trattenere la sua anima in questo mondo, impendendole di evolversi e di conseguenza di avvicinarsi a Dio...  La scienza dovrebbe allinearsi alla spiritualità non contrapporsi ad essa.

Risponde lunadivetro:

Il guaio è che a contrapporsi alla spiritualità, ora, è proprio la religione!

29.03.09

Marcella

Le sue parole hanno colmato di gioia il mio cuore e di lacrime i miei occhi... leggere per caso tra le sue righe il riflesso tanto cercato delle proprie emozioni e stupirsi di non essere soli nella lotta dignitosa ma ferma in difesa della vita... sì perché solo chi ama e rispetta pienamente la vita, sua e di ogni altro essere, comprende il naturale cammino del corpo verso la morte materiale senza la quale non ci sarebbe evoluzione per l'anima.

13.02.09

Romiro

Condivido in pieno... e condivido in pieno anche la risposta data alla studentessa di medicina. Lavoro in ospedale e credetemi di esperimenti (a volte un po' invasivi) se ne fanno sul paziente in coma... e nonostante tu possa essere 'sensibile' o avere una morale tutto questo avverrà sempre e comunque e ovunque e su chiunque... senza sapere o peggio ancora senza interessarsi se la persona che hai 'sotto' abbia o meno un testamento biologico o tanto più una DIGNITA'...

Grazie e mi scuso per essere così crudele nel riferire la realtà, ma chi sarà futuro medico deve sapere che prima c'è il RISPETTO e la DIGNITA' per la persona e poi il medico.

13.02.09

Adry

Brava! Le tue parole fanno riflettere, scrivi cose giustissime! Permettimi di mandare un pensiero ad Eluana, che possa finalmente riposare in pace e possa consolare il grande dolore dei genitori...

12.02.09

Karmillion - Salerno

Devo dire invero di non condividere al 100% il tuo testamento specie per ciò che riguarda la scienza... ma non tutti siamo uguali ^_^ e sono punti di vista.

Capisco ciò che dici però senza la sperimentazione e la voglia di conoscenza che spinge gli uomini molte cose ora non sarebbero possibili, né curabili, né sapremmo ciò che sappiamo e vivremmo ancora all'ombra dell'ignoranza. Andrebbe fatta distinzione tra chi opera nel bene e chi nel segno dell'onnipotenza...

Però apprezzo molto il tuo modo di vedere la libertà e soprattutto la morte. E la condivido ^_^

Si percepisce inoltre in quanto scrivi tutta la tua Forza e la tua fede in ciò in cui hai fiducia e credi ed a mio parere ciò vale molto più di tante altre cose.

Un saluto ciaooo!

Risponde lunadivetro:

Caro Karmillion, questo è il MIO testamento biologico, ed è giusto che il tuo possa essere diverso, perché altrimenti ricadremmo nell'imposizione.

Quanto alla scienza, io non la ripudio affatto; e tanto meno ripudio la ricerca, perché è necessaria. Ma la scienza deve avere l'umiltà di arrendersi quando si rende conto che non è possibile fare qualcosa per migliorare  una vita, o addirittura per far "risorgere" qualcuno da morte, e che ogni tentativo si tradurrebbe in un prolungamento d'agonia. Oltre a questo, la scienza dovrebbe sempre fermarsi di fronte alla volontà contraria dell'individuo: diversamente non sarebbe a servizio dell'uomo, ma a servizio di se stessa o di ideologie imposte dall'alto.

31.01.09

Patrizia

Carissima Maria Antonietta e Gabriele di Dublino, io sono una ragazza studentessa di medicina, e mi trovo in accordo con lo scritto di Maria ma vorrei farvi riflettere su ciò scritto da Gabriele, di cui a volte è vero nel mondo medico, ma nella mia famiglia, ed espressamente a mia mamma è capitato, quando era in coma ed era una ragazzina di fluttuare sopra il suo corpo malato, e desiderare di vivere nonostante i medici avessero chiamato il sacerdote per darle la benedizione per entrare in cielo, la sua forza di volontà e l'attesa dei medici le hanno permesso di ritornare e di vivere!

Come futuro medico credo che le persone vadano rispettate, comprese le loro scelte, e qualsiasi medico per quanto abbia studiato non ha tutte le risposte e l'attrezzatura per poter stabilire in caso di coma dove sia l'anima del paziente e quale sia il suo desiderio. Credo che ognuno di noi debba liberare la mente e seguire il cuore, specialmente quando dobbiamo decidere per un'altra vita, oltre che alla nostra.

Tutti noi dovremo gioire di più per tutti i doni che ogni giorno abbiamo e che diamo per scontato, ma che ci danno la felicità quella vera: l'amore delle persone che amiamo, loro stesse, ogni giorno di salute, ogni giorno di malattia che ci ha permesso di guarire, di crescere e di diventare un essere umano migliore. Grazie per avermi ascoltato

Risponde lunadivetro:

Cara Patrizia, i principi di uno studente di medicina sono dettati dalla sua sensibilità e dal suo carattere. Quel che tu dici è  rispettabile e condivisibile; ma una volta che sarai medico a poco varrà la tua sensibilità, quando ti troverai di fronte a delle situazioni concrete in cui sarai costretta a verificare lo stato dei pazienti e a decidere per loro. Non potrai prendere alcuna decisione solo in base a ciò che "senti".

Vedi, un conto è un breve periodo di coma (breve può significare anche qualche anno), durante il quale davvero l'anima fluttua nei pressi del corpo desiderosa in alcuni casi di tornarci (ma non sempre il coma è cosciente in questo modo). Diverso è quando si parla di una non vita protratta per diciassette agonizzanti anni, senza alcuna speranza di recupero.

Ma anche ammettendo che ci possa essere un risveglio dopo così tanto tempo - cosa che comunque non accade -, tu hai la responsabilità morale di chiederti come sarebbe la pseudo-vita di quella persona richiamata forzatamente dall'altro mondo. Veramente avresti il coraggio di caricarti la coscienza di sofferenze inenarrabili?

L'accanimento terapeutico è dettato da principi religiosi sbagliati e paradossali, oltre che dall'attesa dei familiari, che supponiamo debba essere eterna; ma non c'è nessun rispetto per la persona che tratteniamo qui con la forza trasformandola in una macchina senza che proviamo alcuna pietà per lei.

Potremo tenere in vita artificialmente Eluana per altri cento anni; i suoi cari saranno già morti di morte naturale, mentre lei continuerà a fare la cavia per i nostri esperimenti scientifici e ideologici.

20.01.09

Gabriele - Dublino

Se facciamo una riflessione, anche abbastanza scontata, scopriamo che il corpo in quanto materia organica da solo non va da nessuna parte, ma ha bisogno di una energia esterna che gli permetta di interagire con il mondo circostante.

Quella che comunemente chiamiamo anima, io credo che sia l'energia che sostenta il nostro corpo permettendogli di vivere tutte le sensazioni da noi conosciute come vita umana.

Nessuno sa con certezza cosa avviene di questa energia una volta che lascia il nostro corpo, nessuno sa con certezza come questa "energia" entri nel feto una volta concepito.

Quello che io posso testimoniare personalmente, per fatti accaduti nella mia famiglia ed in altre conosciute, quando un individuo va in coma, per qualsiasi motivo, e riesce ad uscirne in qualche modo fuori, in maniera proporzionale alla durata del coma il suo carattere risulterà profondamente alterato, al punto tale che sicuramente avrà atteggiamenti violenti nei confronti degli altri.

Io credo che qualcuno, spinto da ambizione di emulazione divina, abbia provato a ridar vita ad un corpo clinicamente morto, e non solo nella finzione scenica di un film. Se tanto dà tanto, ciò che abbiamo visto nei film sarà assoluta verità, cioè orrore assoluto.

Ognuno dovrebbe pensare molto attentamente a ciò che sta facendo cercando di rimettere in vita un corpo ormai morto. Io credo che per questa forma energetica, che comunemente chiamiamo anima, essere costretta a tornare indietro, da dove non lo so, costituisca un trauma forse più grosso del precedente distacco.

Quello che posso dire per concludere, è che condivido la tua tesi e mai al mondo se personalmente dovessi ammalarmi in modo irrimediabile, permetterei che facessero su di me una cosa simile.

07.12.08

Antonio

...è giusto... anche perché non c'è più misericordia umana nel curare!

29.11.08

Marymar - Parma

Ciao Mariantonietta. Ho letto ieri le tue parole sul testamento biologico e morale, esprimono molto bene il sentire di sempre più persone.

Un saluto e un grazie per le preziose informazioni che possiamo trovare sul sito.

21.11.08

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