Come ci tengono in pugno - Lunadivetro

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  Ci hanno sempre detto che siamo nati per soffrire... Ma esiste frase più aberrante, più dannosa di questa?
  Magari non si fa più in questi termini, eppure continuano a inculcarci l'idea, con crescente insistenza, che dobbiamo fare dei sacrifici. Ovviamente niente è casuale: tutto ha uno scopo, anche questo.
  I telegiornali ci imbottiscono la testa, 24 ore su 24, di immagini e notizie terrificanti. E più grondano sangue e sofferenza, più noi restiamo incollati allo schermo, pur sapendo che in buona parte si tratta di notizie distorte. È così che i dittatori odierni - gente di cui in realtà non conosciamo né il nome né il volto - intrappolano la nostra volontà: sommergendoci di emozioni negative, instillando in noi ogni paura possibile. Ecco come ci tengono in pugno.
  In fondo è fecero la stessa cosa gli autori di molti episodi presenti nei cosiddetti Libri sacri. Nello stesso modo agiscono pure quei predicatori che parlano continuamente della "morte redentrice del Cristo", della sua sofferenza, del suo "sacrificio gradito a Dio”: ci insegnano che Dio ama il sacrificio e il sangue!
  Un modo efficacissimo per per far leva sulle nostre paure e, così, impadronirsi delle nostre coscienze. Questo è lo scopo che sta dietro i sistemi quasi terroristici di alcune religioni, purtroppo ripreso dai governi attuali. Un Dio che sorride non avrebbe lo stesso effetto. Non inculcherebbe lo stesso timore di un Dio minaccioso e pronto a punire, che si inebria "del profumo che sale dai sacrifici".
  Quando capiremo che hanno bisogno della nostra paura, e che un popolo intimorito è facile da dominare e sottomettere, forse rialzeremo la testa e rovesceremo il loro tavolo da gioco.
(M. Antonietta Pirrigheddu)

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