Al Carmine il gran ritorno de "La riunioni" - Lunadivetro

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Martedi 22 maggio 2018                                                                  
Al Carmine il gran ritorno de «La riunioni»
Venerdì a Tempio la Filodrammatica gallurese riproporrà la commedia di Margherita Achenza

  TEMPIO. Diciotto anni fa al Giordo fu un successo clamoroso. Lo fu nel vero senso della parola, perché gli applausi del pubblico furono fragorosi anche a scena aperta e non solo al termine della commedia. Allora fu sold out, e probabilmente lo sarà anche venerdì alle 21 al teatro del Carmine, quando la Filodrammatica gallurese riproporrà a Tempio «La riunioni», esilarante commedia in due atti di Margherita Achenza.
   Quella di venerdì sarà la seconda data della rassegna di teatro in lingua ospitata al Carmine. La dedica è quasi scontata, perché tutti sanno che l'intera rassegna è stata concepita nel nome e nel ricordo di Marcuccio e Margherita Achenza, fondatori della Filodrammatica e figure di primo piano del teatro galurese. A dirigere «La riunioni» sarà questa volta Andrea Muzzeddu, scrittore, uomo di teatro ed esperto di comunicazione. A lui è toccato il compito, esaltante e "ingrato", di riportare in scena uno dei classici più amati della Filodrammatica. Gli farà però compagnia un cast di grande affidamento: Maria Antonietta Pirrigheddu, Paolo Achenza, Valeria Gala, Lino Alette, Lina Sias, Angela Spano, Carmelo Mammola, Anna Sechi, Michele Deiana, Michela Imperio, Luca Pittorru, Monica Manconi e Francesco Alette.
   La storia che verrà messa in scena è lo spaccato di un interno familiare, specchio di un mondo molto più grande, fatto però di "piccinerie" quotidiane, un luogo in cui la chiacchiera riempie il tempo e anche le teste e le bocche. Al centro della scena ci sarà Maria (alias Maria Antonietta Pirrigheddu) e con lei un nugolo di amiche che fanno del pettegolezzo la principale occupazione. Dove c'è una donna adulta è probabile che, oltre alle amiche, ci sia anche il marito e, con clui, anche la prole. E così sarà per «La riunioni», simile a un party di famiglia, allargato ad amici e conoscenti, che sembra prendere progressivamente la forma di una spassosa assemblea condominiale.
   Ilarità e sagacia condiscono le battute dei protagonisti, contribuendo a definire l'identikit di personaggi che, a ben vedere, compongono la galleria di quel quotidiano di cui non si è solo spettatori. «La riunioni» mette perciò in scena un pezzo del nostro tempo, fatto di cattive abitudini, luoghi comuni e leggerezze. Lo fa per indurre a ridere e nello stesso tempo a riflettere.
(Giuseppe Pulina)
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