Cattru gjnnarazioni a cunfrontu - Lunadivetro

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  31 maggio 2001

Cultura e tradizione in scena - un appuntamento atteso da diversi mesi il 18 maggio e il 23 giugno il teatro in lingua gallurese a Tempio

CATTRU GJNNARAZIONI A CUNFRONTU
Andrea Muzzeddu
Tempio. La comunicazione orale nonostante il trascorrere dei millenni non ha perso la sua importanza relazionale. Su di essa poggia una parte consistente della valorizzazioni dei valori sociali riconosciuti e condivisi dalla comunità. Un "contesto comunicativo" nel quale assume un rilievo particolare il dialogo e la gestualità, tanto per la sua capacità di "rappresentare" gli avvenimenti sviluppando un concetto, quanto per la possibilità di "educare" attraverso il dipanarsi del suo racconto, coinvolgendo così, in un unico canovaccio sociale, spettatori e attori.
   Non a caso, fin dalle sue origini, in tutte le civiltà che si sono succedute dalla preistoria fino ai nostri giorni, il teatro ha svolto la funzione mediatrice tra il singolo ed il gruppo, tra il contingente terreno ed il trascendente divino. Sempre e comunque, ha agito come catalizzatore di conoscenze ed indicatore di forme di vita da interiorizzare per reagire positivamente nel quotidiano.
   Nel nostro tempo, anche se con le dovute variazioni dettate dall'epoca della comunicazione informatizzata e digitalizzata, si osserva a Tempio e nella Gallura la ripresa dell'arte teatrale finalizzata, come nell'antichità, alla lettura degli avvenimenti sociali del territorio. Con questa angolazione, più o meno consapevole da parte di chi ha preparato lo spettacolo, si è assistito ad un nuovo ed interessante appuntamento col "teatro in lingua" messo in scena dalla "Filodrammatica Gallurese". Una commedia in due atti scritta e diretta da Margherita Achenza, che ha per titolo Cattru Gjnnarazioni a cunfrontu. Lo spettacolo, organizzato in collaborazione con la Pro Loco ed il comune di Tempio, presentato al pubblico venerdì 18 maggio, si inserisce nel filone della "cultura delle tradizioni" nei confronti della quale si osservano, nel contesto territoriale, una certa attenzione e diverse iniziative di recupero.
   Attraverso la vicenda di una famiglia (le generazioni a confronto, appunto), la commedia affronta l'analisi della condizione socio-linguistica della nostra comunità. Con una felice impostazione degli avvenimenti, contrappuntati da rapidi e divertenti quadri familiari, passa in rassegna la seconda metà del Novecento che, soprattutto con lo sviluppo delle moderne tecnologie, ad iniziare dagli anni Ottanta, ha finito col diventare la minaccia più seria per la sopravvivenza stessa della civiltà gallurese... Sistemi di produzione economica, rapporti sociali e familiari, passatempi e giochi esulano, ormai, dal contesto d'origine. Sono diventati altra cosa. E la loro forza dirompente è tale da compromettere seriamente, se non cancellare definitivamente, la sopravvivenza stessa non solo della lingua locale ma anche della lingua nazionale, per effetto del linguaggio informatico e massmediale, infarcito di termini tecnici ed estranei alla nostra cultura...
   Il garbo con cui viene sviluppata la storia  non comporta errori interpretativi. Tra una battuta e l'altra si sviluppa un serrato dialogo dal quale lo spettatore coglie, sia pur divertito dall'ironia che l'accompagna, tutto il peso culturale della modifica antropologica che la nostra civiltà sta subendo. Così, tra le pieghe della storia teatrale costruita da Margherita Achenza con sapiente dosaggio delle scene, si evidenzia l'osservazione che stiamo ormai diventando come "stranieri in patria" sostenuti da relazioni sociali ridotte al minimo per cui, anche con i mezzi che disponiamo, diventa sempre più difficile "riunire" le famiglie. Solo gli anziani conservano ancora intatto il senso della parentela e la memoria delle tradizioni. A loro è necessario rivolgersi per recuperare il possibile prima ancora che il loro tempo si chiuda per sempre.
   La compagnia teatrale si avvale, di volta in volta, a seconda delle necessità del caso, di un cast di collaboratori di tutto rispetto, attori, sceneggiatori e tecnici con diverse competenze, originari di Tempio e dei paesi dell'interland. Tutti danno il meglio di sé per la riuscita dello spettacolo. Questi i nomi: attori - Anna Sechi, Maria Antonietta Pirrigheddu, Maria Angela Spano, Betty Falchi, Michela Addis, Tomaso Pirrigheddu, Andrea Fadda, Rossella Sechi, Carmelo Mammola, Lina Sias, Simone D'Avino, Paolo Achenza, Luca Pittorru, Lino Alette, Nora Mammola, Tiziana Brunzu, Franca Ganau e Antonio Puddu; tecnico del suono e luci - Marcello Pirina; Costumi, trucco e scenografia - Piera Gala, Pina Puggioni, Anna Azzena; Presentatori - Marianna Muzzu, Antonella Pischedda, Paolo Muzzeddu e Gabriele Deiana; collaboratori e tecnici con mansioni differenziate - Maria Giovanna Addis, Maria Gala, Michele Deiana, Antonio Demuro, Gavino Falchi e Tore Angius; regia - Margherita Achenza.
   Alla "Filodrammatica Gallurese" il nostro plauso per la riuscita della serata e la bravura dimostrata di fronte ad un pubblico numeroso, attento e divertito. Se qualcuno non ha fatto in tempo alla prima sappia che la commedia "Cattru gjnnarazioni a cunfrontu" sarà ripetuta in Tempio il 23 giugno, alle ore 21.30, in occasione della festa della Parrocchia del Sacro Cuore.
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