Oggj vi dimu comu stesi chi Tempiu citai divintesi - Lunadivetro

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  Settembre 2006   n° 68
La Filodrammatica Gallurese, fondata da Marcuccio Achenza nel 1944, dopo l'interruzione negli anni '60, ha ripreso le attività nel 1980 per poi chiudere il sipario nel '92. Ricostituita da Margherita Achenza nel 2000, la Filodrammatica riprende il cammino interrotto. Ha al suo attivo diverse rappresentazioni teatrali e
OGGJ VI DIMU COMU STESI
CHI TEMPIU CITAI DIVINTESI
può essere considerata come un omaggio al suo fondatore. In questa commedia, si parla della visita del Re Carlo Alberto a Tempio nell'autunno del 1836. In quell'occasione, oltre alle altre manifestazioni, si rappresentò, in onore del re, lu graminatoggju, certi che lo avrebbe gradito, in quanto in una precedente visita aveva dimostrato il proprio apprezzamento per la nostra tradizione.
   Durante la sua seconda visita innalzò Tempio al rango di Città.
   L'autore della commedia ripropone, a suo modo, quell'avvenimento inserendolo nel contesto di un momento di vita sociale della città nel secolo XIX°. Questo lavoro è stato magistralmente riproposto con successo al Teatro del Carmine il luglio scorso da un nutrito cast: Tiziana Brunzu, Andrea Fadda, Angela Spano, Pietro Brunzu, Luca Pittorru, Liliana Quidacciolu, Paolo Achenza, Tomaso Pirrigheddu, Lino Alette, Andrea Muzzeddu, Silvio Mammola, Massimiliano Maisto, Maria Antonietta Pirrigheddu, Carmelo Mammola, Lina Sias, Anna Sechi, Enzo Fresi, Maritler Piras, Sergio Spissu, Antonella Pischedda, Antonio Puddu, Rossella Sechi, Maddalena Luciano, Gavina Achenza, Alessandra Cannas e Ivana Cabras.
   Hanno collaborato per le scene: Costantino Brundu e Michele Deiana. Coordinamento musicale: Nico Bianco. Costumi e trucco: Franca Ganau e Maria Gala. Addobbo floreale: Arianna Manconi. Trucco: Pina Puggioni. Fonico: Gabriele Deiana. Tecnici: Gavino Falchi, Lello Demuro Tore Angius. Elaborazione Inno Sardo: Giovanni Maria Pasella. Assistente di scena: Monica Manconi.
   Le congratulazioni a tutti gli attori e collaboratori ma soprattutto a Margherita Achenza che ha curato la regia. Un saluto affettuoso all'autore Marcuccio Achenza che continua a regalarci momenti di puro svago.
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