Traicogghju e li Reuli sono di nuovo in scena - Lunadivetro

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Domenica 3 febbraio 2002
Le antiche maschere al Teatro del Carmine
Traicogghju e li Reuli sono di nuovo in scena

TEMPIO. Un'approfondita ricerca sulle antiche maschere tempiesi, che ha permesso di riportarne in vita alcune delle quali si era perso anche il nome, è stata tradotta brillantemente da Margherita Achenza. Un bel lavoro di recupero delle tradizioni culturali che il pubblico tempiese ha notevolmente apprezzato. Infatti dalla traduzione di Marcherita Achenza è venuto fuori un testo teatrale che è stato portato in scena con successo, venerdì scorso, dalla collaudata compagnia della Filodrammatica Gallurese, alla quale, proprio per la serietà del lavoro, è stato concesso di calcare la prestigiosa ribalta del Teatro del Carmine, gremitissimo, per l'occasione, in ogni ordine di posti.
   Il pubblico, che ha seguito con interesse la rappresentazione, nel corso della quale sono appunto riapparse le maschere di un tempo ormai lontano, quali il rumoroso Traicogghju, l'inquietante Musca Machedda, gli svolazzanti Reuli e il folletto Pundacciu di li setti barretti, non ha lesinato gli applausi, anche a scena aperta, manifestando il proprio consenso agli iterpreti e, più in generale, all'originale lavoro, inserito a buon diritto tra le manifestazioni di contorno del "Carrasciali timpiesu".
   Il testo, in sintesi, parla dei preparativi in vista del carnevale dei componenti di una modesta ma attiva famiglia di contadini, i cui figli si mascherano con quanto trovano in casa, una candida camicia da notte della nonna e un lenziolo trasformato con un fiocco e un nastro alla cintura, nel costume tradizionale che è apparso nelle sale da ballo della città fino agli anni Quaranta.
   La commedia, ricca di battute e spunti sul tema, è piaciuta, come sono piaciuti, ancora una volta, gli affidabili attori della Filodrammatica, da Paolo Achenza a Maria Antonietta Pirrigheddu, da Carmelo Mammola a Luca Pittorru a tutti gli altri, compresi i giovani esordienti.
   Accurata la regia di Margherita Achenza, che ha offerto alcune scene suggestive come la danza di li Reuli e la sfilata delle nuove maschere tra gli spettatori della platea.
   Molto apprezzate le musiche originali composte da Sandro Fresi.
  L'appuntamento con il teatro d'etnia meriterebbe di entrare stabilmente a far parte, per le prossime edizioni, del "Carrasciali timpiesu", che mette sempre più in evidenza anche la propria connotazione culturale, ricevendone una certa dignità.
(Giuseppe Cancedda)
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