Un tuffo nel passato a "graminà" la lana - Lunadivetro

Vai ai contenuti

Giovedi 27 febbraio 1992
Trionfo per Marcuccio Achenza

Un tuffo nel passato a "graminà" la lana

   TEMPIO - Sia pure per una sola sera, è stata nuovamente respirata l'atmosfera poetica e allo stesso tempo vivace di "lu graminatogghju" (la festa per la cardatura della lana), riproposta al Teatro tenda, martedì scorso nell'ambito delle manifestazioni collaterali volute dalla Pro loco per il "carrasciali timpiesu 1992".
   Il lavoro aveva vinto il concorso per il teatro di etnia, nella precedente edizione del carnevale e non era stato ancora messo in scena. E dopo quello della giuria, l'ultima fatica di Marcuccio Achenza ha ricevuto anche il caloroso consenso del pubblico (circa millecinquecento persone) che ha applaudito a lungo l'autore, gli interpreti (alcuni dei quali sono stati veramente bravi) e quanti hanno collaborato all'allestimento del primo "musical" sardo.
   La commedia rappresenta uno dei lavori del passato, la cardatura della lana, prima della filatura, che si concludeva regolarmente con una festa. Era l'occasione giusta per le ragazze da marito, per ricevere «lu fiori» dagli spasimanti. L'omaggio floreale era accompagnato da una dichiarazione d'amore in versi, «li mutti», cantati con l'accompagnamento della chitarra, alle quali, è il caso di dirlo, le ragazze non sempre disponibili, rispondevano per le... rime.
   Un lavoro di ricerca molto interessante, quello di Marcuccio Achenza, con il quale hanno collaborato Giovanni Puggioni per la parte musicale e Costantino Brundu, per la scenografia.
   Bravissimo, nella parte di Bastianu Carrateddu, Giuseppe Sotgiu, leader del coro Gabriel e Maria Antonietta Pirrigheddu (zia Ruccusgiana). Applauditi, nelle altre parti: Silvio e Carmelo Mammola, Antonio Ziruddu, Carlo Carboni, Nicola Detotto, Luciana Brundu, Agostina Mundula, Francesca Pintus, Valentina Urgeghe, Daniela Dore, Nora Mammola e Valentina Spano.  
(Giuseppe Cancedda)
Torna ai contenuti