79-Come posso fermare quel pensiero - Lunadivetro

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scritto da:   Libertà   

     Come si fa quando per una vita hai sempre lottato per quello in cui credevi, poi il tuo uomo continua a distruggere tutto, ti chiede aiuto e poi continua (...non per cattiveria ma per incapacità e presunzione), tua figlia con cui hai sempre avuto, o creduto di avere, un rapporto splendido come lei stessa diceva,t i gira le spalle, ti dà la colpa di tutto anche della tua forza e tu per la PRIMA VOLTA diventi "fatalista" non ti interessa più niente. La vita ormai l'hai buttata, le persone che veramente ti amavano, da tempo sono morte.
     Prendi l'ultima decisione, sperando sia l'ultima: vendi la casa di tuo padre per coprire i debiti e comperare una casa a tua figlia e dentro ti senti morire... l'unica cosa che pensi è: "una volta fatta questa cosa sia quel che deve essere, non voglio più lottare perchè non mi interessa più niente: possono fare quello che vogliono... se finirò sotto un ponte ci sarà il mio angelo, il mio papà e la mia sorellina... quello che chiedo è solo di morire in pace...
     Come posso fermare quel pensiero distruttivo che sento nascere dentro di me, dalle mie viscere e si ferma solo quando ha colpito, ogni volta che qualcuno mi fa soffrire o, peggio, fa soffrire chi amo?

 Risponde Lunadivetro

     Cerchiamo anzitutto di riflettere un pochino e di stabilire dei punti fermi.
     Sbagli quando dici che lui non agisce per cattiveria. Già la presunzione è una forma di cattiveria, e conduce all'egoismo, con tutto quel che ne consegue. Purtroppo succede spesso che ci si stanchi di un matrimonio o di una relazione; e allora si fa di tutto per tagliare i legami, anche con irascibilità e violenza. Non certo per incapacità!
     Liberati di lui almeno affettivamente. Pensa finalmente a te stessa, perché forse non l'hai mai fatto. E' ora che tu smetta di fare la crocerossina dietro al tuo uomo e a tua figlia: perché entrambi non faranno che approfittarne. Dimostra invece che non sei più disponibile. In questo momento l'uno e l'altra ti vedono come qualcuno da cui prendere e basta: affetto, cure, attenzioni, sacrifici, appoggio economico. E più tu dai, più diventano pretenziosi e incapaci di reggersi sulle proprie gambe.
     Io spero che la casa che hai acquistato sia almeno intestata a te, o che tu ne sarai usufruttuaria per quanto campi. In poche parole mi auguro che tu non abbia "elargito" tutto a piene mani senza trattenere nulla per te, neanche un posto in cui vivere. Ma se così non è stato, e i risultati sono quelli che dici, una sola cosa ti resta da fare: buttare via tutto e ricominciare la tua vita da capo. Perché non è vero che non c'è più tempo. Anche un solo giorno è utile per vivere e per cambiare.
     Vedi, i pensieri autodistruttivi, quelli che ti salgono come tu dici dalle viscere, provengono dalla stanchezza, dalla delusione, dalla mancanza di affetti. Ma sono pensieri illusori. Chi si toglie la vita va incontro ad una grande tragedia: perché non si allontana dai problemi, tutt'altro. Se li porta dietro, nel "dopo", senza aver più alcuna possibilità di agire. Se invece il tuo vorrebbe essere un gesto di vendetta, mosso dal desiderio di lasciare almeno qualche rimorso dietro di te, anche questo sarebbe solo una grande illusione. Non credo però che la vendetta sia il tuo intento, perché da ciò che lasci trapelare è chiaro che in te ci sono bontà e benevolenza.
     Se tu compissi un gesto estremo, non troveresti ad aspettarti sull'altra sponda tuo padre, la tua sorellina o il tuo angelo, come speri. Troveresti soltanto una disperata desolazione, un tormento enormemente più grande di quello che provi ora.
     Il tuo angelo, invece, lo trovi qui. È qui ora, a te vicino, attento alle tue pene ma incapace di farsi ascoltare da te. Anche tuo padre e tua sorella sono qui ora, addolorati per le tue intenzioni. Regala loro un po' di tranquillità, evitando azioni che non approverebbero e che causerebbero grande sofferenza, togliendo la tranquillità che oggi hanno raggiunto. Mostra ai tuoi cari, e soprattutto a te stessa, che sei viva e capace di tenere in mano la tua preziosa esistenza.
     Dimostra che nessuno può abbatterti, ma che sei capace di reagire e di ergerti come una persona diversa da quella che il tuo uomo e tua figlia credono di conoscere. Solo in questo modo potrai ritrovare anche il loro rispetto. E se così non dovesse essere, almeno avrai incontrato la vera te stessa e imparato a padroneggiare la vita.
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