85-Non so se sono ateo - Lunadivetro

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Cilchendi   

     Io non so se sono ateo, ma di certo oggi voglio dimenticarmi di quello che credevo fosse il mio Dio.
     Quando la coscienza impose ad Abramo di sacrificare suo figlio Isacco a Dio, questi gli fece salire la montagna e sguainare il coltello: poi lo fermò in tempo, prima che si compisse quell'atroce delitto. Quello era un Dio misericordioso: lo stesso in cui credevo. Un Dio che ti preserva dalla prova di Abramo.

 Risponde Lunadivetro

     Cosa vuol dire essere atei?
     In realtà l'ateismo non può esistere, dal momento che noi stessi esistiamo. Il riconoscere l'esistenza dell'uomo e delle cose è già un'affermazione implicita dell'esistenza di Altro: perché la stessa ragione grida che tutto ciò non può non avere origine e senso.
     Ateo è chi ha smesso di cercare, perché non ha trovato. Ma colui che cerca, e davvero vuole trovare, non può lasciar cadere tutto nel vuoto. Lo pseudonimo che ti sei dato, Cercando, parla da sé. E nel tentativo di conoscere indagando, si arriva a capire che è proprio la religione a renderci "atei", perché la nostra intelligenza non può tollerare tante contraddizioni.
     Non la coscienza di Abramo reclamava il delitto, bensì la sua incoscienza. L'incoscienza unita al desiderio di mettersi particolarmente in luce agli occhi del suo Dio. Perché Dio lo fermò? Perché l'ordine, appunto, non era partito da Lui! Era solo frutto di fantasia e di un'usanza che imperversava a quel tempo.
     Troppe persone dichiarano tuttora: "Dio mi ha detto". Ne conosco diverse. I danni sono sotto i nostri occhi.
     L'immagine che la religione ci dà di Dio è terrificante: ingiusto, contraddittorio, capriccioso, cattivo. Se Dio fosse come lo dipingono, a quest'ora la sua vendetta ci avrebbe cancellati dalla faccia della terra.
     Ma è ora che cominciamo a scrostarci di dosso tutti gli insegnamenti malati che ci sono stati impartiti per consolidare il potere di qualcuno. Qualcuno che con Dio non ha proprio niente a che fare.
     Dunque continuiamo a cercare, e prima o poi troveremo.
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