Il senso dell'onore
Universi
IL SENSO DELL'ONORE
Chi non desidera sentirsi “onorato”?
È un’aspirazione legittima. Eppure il prezzo da pagare è talvolta molto alto.
Basta chiedersi quand’è che una persona viene onorata. Semplice: quando sottostà alle norme comunemente accettate. Anche a costo di ingiustizie tremende.
Quando l'onore diventa una condanna
Quante volte il cosiddetto “decoro” nasconde profonde ingiustizie?
Fino a qualche decennio fa, ad esempio, rimanere incinta prima delle nozze era un grande scandalo. Le ragazze ingannate – spesso dal fidanzato stesso - venivano emarginate e condannate a espiare, vita natural durante, il loro “errore”. L’uomo invece era autorizzato ad abbandonarle, perché poco serie, e a rifarsi una vita con una donna ritenuta più onesta.
Per salvaguardare la propria rispettabilità molte ragazze preferivano abortire, spesso spinte dalla famiglia. E se riuscivano a farlo senza che nessuno lo venisse a sapere, potevano andare avanti a testa alta. Onorevolmente, appunto. Almeno agli occhi della società.
Allo stesso modo destava scandalo una donna che aveva l’audacia di lasciare il marito. Anche se maltrattata, una moglie rispettabile era tenuta a resistere e rimanere al suo posto. Diversamente avrebbe fatto i conti con le malelingue, altrimenti dette “persone per bene”.
Il prezzo di stare nei ranghi
Quando invece una persona viene onorata dalla società? 
È presto detto: quando sottostà alle norme comunemente accettate. Quando non infrange precetti, scritti o impliciti. E se ci sta stretto, pazienza: potrà storcere la bocca, ma dovrà comunque rimanere nei ranghi.
Eppure, se oggi la mentalità è cambiata, lo dobbiamo proprio a chi ha osato trasgredire, esponendosi alle ire e allo scherno della massa. A chi ha anteposto la propria coscienza all’incoscienza generale. A chi ha accettato di restare disonorato.

Il comune senso dell’onore, purtroppo, continua a essere strettamente legato alla moralità, che muta a seconda del tempo e del luogo, e che il più delle volte non ha niente a che vedere con la rettitudine e col buon senso.
Non sarebbe ora di rivedere i nostri parametri di valutazione?
Dovremmo onorare chi è capace di andare contro tutto e tutti per ottenere giustizia, per sé e per gli altri.
Dovremmo stimare coloro che non temono di essere derisi, o persino pubblicamente scomunicati, pur di affermare i diritti naturali dell’essere umano e delle altre creature. Diritti spesso calpestati, perché le regole imposte si basano per lo più sulle convenienze di pochi e sulla paura di molti: la paura di essere rifiutati dal gregge, di finire ai margini, di ritrovarsi “sulla bocca di tutti”.
Il coraggio di essere disonorati
Il timore di esporsi mantiene individui e comunità in una condizione di ristagno. E se in tanti dichiarano che bisogna andare contro gli schemi arrugginiti, ben pochi trovano il coraggio di alzare la voce e di ribellarsi davvero.
È degno di onore chi non tradisce la propria coscienza, e anziché l’ossequio al costume dominante coltiva la compassione e la solidarietà.
È da ammirare non tanto chi si adegua alle norme camminando sul filo per non dare scandalo, quanto chi è capace di lottare per ciò in cui crede, anche a costo di rimetterci la faccia.
L'onore di non tradire se stessi
Se nel corso dei secoli la società è riuscita a evolvere, lo dobbiamo proprio a chi non ha avuto timore di screditarsi.
Dunque sosteniamo chi osa opporsi alle istituzioni quando sono roccaforti di iniquità. Stiamo a fianco di chi lotta, magari pagando di persona, per cambiare abitudini e sistemi che non portano a nulla di buono.
Onoriamo chi non si inginocchia davanti al potente di turno, chi non svende i propri ideali per il solito piatto di lenticchie, pur sapendo che i benpensanti storceranno il naso.
Facciamo in modo di non doverci vergognare al cospetto di noi stessi, prima ancora che dinanzi agli altri. Perché l’onore non è stabilito dalla tradizione o dalla legge, laica o religiosa che sia, ma da ciò che prescrive la coscienza. Sempre che si sia in grado di usarla!
da: "Il cerchio dei 72"
Maria Antonietta Pirrigheddu
Data pubblicazione: 20 ottobre 2013
Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2026
E se non ti basta...
Rimettiamo in discussione quel che ci hanno insegnato... o imposto!
Anticonformismo: il diritto di essere se stessi
Conformarsi rassicura. Ma che valore ha una personalità che prende la forma che ci si aspetta?
Il bene e il male: evolvere o tornare indietro
Il bene non chiede obbedienza. Il male chiede il silenzio.

