Anticonformismo: il diritto di essere se stessi
Universi
ANTICONFORMISMO:
IL DIRITTO DI ESSERE SE STESSI
Non tutto ciò che facciamo riguarda ciò che pensano gli altri.
Ma ci vuole coraggio per non conformarsi.
La verità è indipendente dai luoghi comuni. E nessuno dovrebbe permettersi di fare la morale agli altri.
Antigone e il coraggio di disobbedire
Ve la ricordate Antigone?
È la protagonista di una tragedia di Sofocle. E mai come in questo caso la definizione di “tragedia” si attaglia perfettamente alla storia!
Il fratello di Antigone era morto in battaglia, e lei voleva onorarlo con i dovuti riti funebri. Ma il re Creonte, convinto che il giovane fosse un traditore, glielo voleva impedire: era la legge. Lei si guardò bene dal conformarsi a quel che sapeva essere tremendamente ingiusto, e si oppose non solo all’autorità ma anche a una norma collettiva, pur sapendo che sarebbe andata incontro a pesanti conseguenze.
Il risultato fu che il re, imbestialito, la fece murare viva. Un’azione che avrebbe dovuto rappresentare un esempio per la popolazione, un monito preciso: non si disobbedisce a ciò che è codificato.
La cosa però non finì lì: il promesso sposo di Antigone si tolse la vita a sua volta, seguito dalla madre. Sarebbe stato il trionfo della protervia di un sovrano, se non fosse per un piccolo particolare: il ragazzo che si tolse la vita era il figlio dello stesso Creonte, e sua madre era la regina.
Quindi è vero che la povera Antigone pagò duramente la sua ribellione, ma alla fine lo strazio maggiore fu di chi voleva piegarla a una legge ingiusta, che perse figlio e moglie.
Una storia durissima, che ci dà da pensare. Partendo da una parola spesso usata a sproposito: anticonformista. Letteralmente è chi non si conforma, chi non è disposto a seguire i dettami della massa.
Quando conformarsi diventa una zona di comfort
Per un genitore è molto più rassicurante chi è fedele alle richieste della società, rispettoso dei suoi dettami, che non osa scavalcare gli steccati. Questo sì, è da prendere come modello. Un anticonformista, invece, è visto come un pericolo per la tranquillità pubblica. Del resto, conformarsi e confortarsi sono due parole affini. Non per niente la famigerata “zona di comfort” si rafforza quanto più ci si mantiene dentro le abitudini, sia personali che sociali.
Letteralmente, conforme è ciò che si adatta a una forma. In questo senso l’acqua può essere considerata una delle cose più conformanti che esistano. Non ha una figura propria, un suo carattere: si modifica in base a ciò che trova, ne assume i contorni. Si adegua con facilità a un recipiente tondo e un attimo dopo a uno quadrato. Ma che valore ha un essere umano dalla personalità acquosa?
Le regole che accettiamo anche se sono ingiuste
Certo, l’appartenenza a una comunità implica il rispetto di norme condivise: diversamente la convivenza non sarebbe possibile.
Ma chi garantisce che le regole che stiamo accettando siano tutte valide?
Se avessimo il coraggio di verificarle una per una, sganciandole dalla consuetudine che le fa apparire normali, ci renderemmo conto con sgomento che in buona parte sono non solo inutili ma contrarie al buon senso.
Anche noi che ci vantiamo di far parte di una civiltà considerata evoluta, quella occidentale, siamo oppressi da una serie di obblighi e divieti insensati di cui si potrebbe tranquillamente fare a meno. Leggi dettate dallo Stato, dalla religione o dalle tradizioni, che non favoriscono i rapporti umani e reprimono l’espressione individuale.
Perché continuiamo a mantenerle in vita, allora?
Perché qualcuno ha il suo tornaconto. E la convenienza del più forte porta gli altri a convenire con lui. È lo stesso motivo per cui i codici morali cambiano nel tempo e nei luoghi: discendono dalla mentalità di chi ha più forza per imporsi e per imporle. Si ostentano come virtù i vantaggi di chi legifera - che sieda su uno scranno o che manovri dietro le quinte, magari usando il potere economico. Non è strano che le parole “convenire” e “convenienza” siano così simili?
Etica e morale non sono la stessa cosa
Anche la morale personale è diversa per ciascuno: dipende dal modo in cui si è cresciuti, dalle esperienze fatte. Conta soprattutto cosa ci hanno insegnato coloro che vediamo “al di sopra” di noi. Ma il conformarsi a tutto questo non fa di noi delle persone sagge, tutt’altro!
La saggezza agisce secondo etica, non secondo morale. L’etica si fonda su princìpi superiori, propri dell’anima, indifferenti ai tempi, alle mentalità o ai codici condivisi. Come quelli a cui si appellò Antigone.
L’etica è un insieme di valori universali non soggetti a mutamento. Valori che si condensano in poche indicazioni essenziali: non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te; fai e dai agli altri ciò che vorresti ricevere; rispetta tutto ciò che esiste - ogni essere vivente e la terra intera - e prima di tutto rispetta te stesso. Perché se non hai cura di te, non puoi essere limpido con gli altri.
L'anticonformista non è uno stravagante
Possiamo allora definire meglio alcune parole. Il conformista è una persona che fa suo l’atteggiamento tipico della massa, sottostando alle regole senza batter ciglio. Tutt’al più se ne lamenta quando ne ha danno, ma senza discostarsi dal pensiero e dall’agire generale.
L’anticonformista, quello vero, non è chi fa lo stravagante per il gusto di apparire diverso. È semplicemente qualcuno che si riappropria del diritto di essere se stesso e di fare ciò che ritiene giusto. Che si reputa un individuo senziente, pur vivendo in una comunità di altri individui che vanno rispettati a loro volta.
Ci vuole coraggio per non uniformarsi. Soprattutto ci vuole la capacità di vagliare le cose. Perché la verità è indipendente dai luoghi comuni.
L’anticonformista si sente autorizzato a pensare (e fare e offrire quando può) a modo suo. Non ascolta chi lo biasima: giudizi e pregiudizi non lo frenano. Ha la forza di mantenere le proprie idee, che cerca di vagliare con coscienza. Il perbenismo non gli interessa. Sa che nessuno dovrebbe permettersi di fare la morale agli altri: le prediche sono critiche velate, spesso dettate dal desiderio di esibire competenza e superiorità. Non servono a chi le riceve, ma a chi le fa!
Conformarsi all'unica forma possibile
L’anticonformista è capace di relazionarsi con gli altri senza sentirsi incatenato. Non dà nulla per certo e non prende nulla per scontato. La riprovazione altrui non costituisce un ostacolo quando decide di esplorare temi poco battuti. Non rifiuta nulla a priori e allo stesso modo non accetta nulla senza averlo prima valutato. La sua libertà intellettuale gli consente di spaziare ovunque, anche dove altri resterebbero sulla soglia del divieto.
L’essere non conformi è la sola possibilità che abbiamo per lasciare un’impronta originale sulla Terra. Perché l’unica condizione a cui possiamo adattarci, a cui è davvero utile aderire, è quella pensata dalla nostra anima nel momento in cui dava forma al nostro destino.
da: "Il cerchio dei 72"
Maria Antonietta Pirrigheddu
Data pubblicazione: 19 luglio 2016
Ultimo aggiornamento: 01 ottobre 2026
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