Il Tutto è fatto di individui - Lunadivetro

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  È diventata quasi una moda dire, ad ogni piè sospinto, che "tutto è uno". Un'espressione che però stride con l'esperienza concreta, visto che tutto ci mostra esattamente il contrario. La percezione comune è che il nostro essere sia ben distinto dal resto; e questo continuo porre l'accento sull'unità viene avvertito, talvolta, come un biasimo per il nostro innegabile sentimento di individualità.
  In effetti abbandonare la coscienza di sé in quanto individui sarebbe una pretesa insensata: perché è proprio l'individualità a dare un senso all'esistenza. Eppure, paradossalmente, quando si intuisce il fondamento dell'unità si può comprendere meglio che la distinzione di ciascun individuo è un elemento prezioso, anzi indispensabile all'esperienza umana.
  Perché "tutto è uno"? Soltanto perché i campi energetici di ogni cosa e di ogni essere sono strettamente interconnessi, come anche la scienza più avanzata sta confermando? È vero, ma qual è il motivo di questo stato di cose?
  La risposta è semplice: tutto è uno perché una è la Sostanza di cui siamo fatti, una è la Sorgente. Quella Sorgente che, prima del tempo e dello spazio, prima di quando la nostra immaginazione possa spingersi, decise di suddividersi in miriadi di individualità distinte per sperimentarsi e sperimentare. E ciascuna individualità è preziosa perché rappresenta una prospettiva diversa, un modo particolare attraverso cui la Sostanza iniziale si guarda attorno, facendo esperienza dell'Universo-Uno.
  Ecco perché possiamo davvero parlare di unità. Ma se non si comprende l'origine della molteplicità, l'espressione "tutto è uno" perde ogni significato e diventa banale. Perciò smettiamola di demonizzare l'ego e la percezione di sé che caratterizza ciascuno: senza quest'ultima, l'intera Creazione non avrebbe alcun senso.
 (M. Antonietta Pirrigheddu)

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