La mela della nudità
Universi
LA MELA DELLA NUDITÀ
Il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, raccontato nel libro della Genesi, era una semplice mela. Ma una mela proibita.
Ogni volta che ci ripensiamo, insieme al rimpianto per il paradiso perduto arriva anche una domanda: possibile che l’albero incriminato fosse proprio quello che custodisce il segreto del discernimento? E se il suo significato andasse oltre ciò che abbiamo sempre creduto?
Eva incontra il serpente
Che cosa spinse Eva a tendere la mano verso la mela che pendeva da un albero proibito? A morderla e a invitare anche il suo compagno a fare altrettanto? Un serpente, racconta la Genesi. Fu un serpente a convincere la nostra progenitrice, che a quanto pare non oppose grande resistenza.
L’animale ebbe gioco facile perché già ribolliva in Eva il desiderio di assaporare qualcosa di nuovo. E, diciamola tutta, anche l’impulso alla disobbedienza. Così l’istinto ebbe la meglio sul timore, con tutte le conseguenze che sappiamo: l’umanità nascente si ritrovò in men che non si dica a vagare per lande desolate, fuori dallo spazio protetto che fino a quel momento l’aveva ospitata.
Quando ci torna in mente questo episodio, insieme al rimpianto per il paradiso perduto arriva anche una domanda: possibile che l’albero incriminato fosse proprio quello della Conoscenza del bene e del male? Come a dire che la conoscenza non è cosa buona, perché nel momento in cui la assaggi si scatena l’ira di Dio!
Il senso del mito originario
Naturalmente non c’è nulla di casuale in un mito, perché tutti i tasselli stanno al loro posto e hanno un senso. Così è pure per l’albero.
Pensiamoci un attimo: la curiosità, la sete di novità, l’istinto di ribellione sono esattamente quel che stimola l’essere umano a esplorare regioni ignote, a inoltrarsi in argomenti tabù. A superare i vincoli imposti da cultura, mentalità comune, educazione. In poche parole, a disobbedire al dio sociale.
Se questo non accade, l’uomo resta un bambino chiuso dentro un recinto. Forse incolpevole, ma innocuo, impossibilitato a imparare e a diventare grande, in tutti i sensi. Così la trasgressione è non solo prevista ma inevitabile, e guai se non ha luogo. Obbedire non garantisce l’innocenza, mai! Il vero peccato consiste nel rimanere piantati dove si è, bloccati dal timore di progredire, sottomessi alle consuetudini personali o collettive.
La nudità è la conoscenza pura
Cibarsi dei frutti di quest’albero avrà come risultato la cacciata dalle terre dell’ignoranza. Un’ignoranza che dà l’illusione di poter vivere tranquilli... ma prima o poi anche questo miraggio svanisce.
Mangiare la mela significa levarsi il velo dagli occhi e scoprirsi nudi: ovvero se stessi e nient’altro. Con le proprie piccolezze, potenzialità, responsabilità. E un cammino da fare.
Giunti a quel punto non si può più restare immobili. Ci vuole il coraggio di spingersi avanti: oltre ciò che si è, oltre il già conosciuto, al di là del familiare. È in quei territori estranei che si colgono i riflessi della vita in ogni sua dimensione, anche quella che si estende al di là della soglia materiale.
Ciò che non sappiamo... cioè quasi tutto
Il guaio è che diamo troppe cose per scontate. Possediamo innumerevoli formule, siamo in grado di descrivere il mondo in ogni suo particolare, abbiamo scritto milioni di libri per contenere il nostro immenso sapere... eppure, messi di fronte a domande fondamentali, non ci resta che balbettare.
Ad esempio: che cos’è il fuoco? Non si riesce a definirlo altro che “l’esperienza sensoriale di una combustione, di una cosa che brucia”. Se ne descrive l’effetto ma non la sostanza. In pratica è qualcosa che a livello fisico non esiste, nonostante si veda e si percepisca. Quindi?
Non proviamo nemmeno, poi, ad addentrarci nei quesiti sul tempo. C’è qualcuno che sa davvero cosa sia il tempo? La scienza più avanzata sta dimostrando perfino che non è vero che scorra in un’unica direzione, come siamo abituati a credere: può andare anche al contrario!
E la vita? Cos’è esattamente? Di cosa è fatta? Da dove scaturisce?
Il segreto della mela
La verità è che ci muoviamo in un mondo che pensiamo soltanto di conoscere. Cerchiamo rassicurazioni nelle risposte di esperti e scienziati di ogni risma, ma quel che divulgano riguarda a malapena la superficie delle cose. Ciò che c’è sotto, le correnti vitali, le energie, i significati stanno dentro quella famosa mela. Se tendiamo la mano ad afferrarla e non abbiamo paura di morderla, arriviamo ai semi. Ma il seme custodisce il segreto più grande: quello della riproduzione. La vita nascosta, che passa da un essere all’altro seguendo vie per noi inconcepibili.
Ecco, accorgersi di tutto questo ci scuote dal torpore e alimenta il desiderio di sapere, ma di sapere davvero. E contemporaneamente fa intuire una diversa forma di libertà. La libertà data da una conoscenza nuda, ripulita dal veleno del materialismo, dai dogmi dello scientismo. Dalle trappole dell’iper-razionalità, che è l’esatto contrario della ragione.
Il desiderio non basta a spostarci dai sentieri abituali del pensiero. Ci vuole un vento più potente per farci avanzare. Si ha bisogno di sentire.
Il sentire e il desiderio di sapere
Può sembrare paradossale, ma è proprio il sentire a far scattare il meccanismo che conduce alla conoscenza. Soprattutto quando si tratta di se stessi. Possiamo vedere di noi solo ciò che il sentimento porta alla luce. Tutto il resto è come se non esistesse, e non può essere indagato.
In fondo il desiderio di sapere è sempre un tentativo di avvicinarsi un po’ di più al proprio sé. Ovunque inseguiamo noi stessi e la nostra scintilla: in un libro di storia, nella geografia di un Paese, in un concetto filosofico, in una lezione di astronomia... o tra le lettere dell’invisibile. Perché anche quando cerchiamo Dio, stiamo inseguendo la nostra anima e il senso del nostro esistere.
L’essere si dispiega in miriadi di direzioni. I rami dell’albero della Conoscenza si protendono verso il cielo, ma hanno radici nella terra umana. Là dove dormono i semi del sapere, aspettando il momento giusto per germogliare.
da: "Il cerchio dei 72"
Maria Antonietta Pirrigheddu
Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2026
I semi del sapere
La mela della conoscenza (o della caduta) è uno dei nostri simboli fondamentali. La ritroviamo sotto altre forme anche in questi articoli:
Dopo aver mangiato il frutto proibito, l'umanità non è stata cacciata dall'Eden: ci vive ancora dentro, ma non lo sa.
L'archetipo della donna libera, non sottomessa e non condizionata. Quella che non teme di dialogare col serpente dell'Eden.
Ogni simbolo è una soglia: ciò che si vede non è mai tutto, e ciò che appare nasconde sempre un altro livello di sapere.