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Padre Terra, Madre Cielo

Universi
PADRE TERRA, MADRE CIELO

Il quarto comandamento invita a onorare il padre e la madre. Ma il suo significato, nei miti antichi e nelle tradizioni spirituali, è molto più ampio di quanto sembri.
Perché i genitori terreni sono il riflesso dei principi originari da cui la vita proviene.

Onora il padre e la madre

Quarto, onora il padre e la madre.
Ossia: porta rispetto ai tuoi genitori. Prenditi cura di loro, soprattutto quando sono anziani; perdona le loro mancanze nei tuoi confronti; indipendentemente dal loro comportamento, ricordati sempre che ti hanno dato la vita.
Ecco, in sintesi, l'interpretazione corrente di questo precetto, fondamentale in ogni tradizione spirituale e per le regole della società civile.
Eppure qualche domanda molti figli sono costretti a porsela.

Anzitutto, quando siamo tenuti a rispettare questo comandamento? In qualunque caso? Oppure solo quando il padre e la madre siano degni di questo nome? E dobbiamo sentirci in colpa se non riusciamo a provare amore per un genitore che tradisce il proprio ruolo?
Qualunque risposta ci lascerà una punta di rimorso.
Il fatto è che quando ci imbattiamo nel concetto di famiglia su libri sacri o testi di qualunque genere, automaticamente pensiamo che si riferisca al nostro microscopico circolo personale. E lì ci fermiamo.

Ciascuno di noi si considera il centro del mondo. È normale, perché dal nostro preciso punto di vista lo siamo davvero: tutto ci accade “attorno”. Siamo noi il fulcro di ogni impressione e sensazione. Ma quanto è ampio il cerchio della nostra attenzione?
La risposta a questa domanda ha un’enorme importanza. Perché determina non solo la qualità del vivere, ma anche l’assetto mentale.

Il limite di  una lettura solo familiare

Quanto più il cervello si occupa solo di se stesso, tanto più si spegne.
Una persona che pensa esclusivamente a sé, disinteressandosi del prossimo e di quanto le passa accanto, si priva anche di tutto ciò che potrebbe nutrirla. È una conseguenza logica: l’interesse per gli altri alimenta il cervello, lo costringe a elaborare visioni diverse, crea connessioni neuronali oltre che umane.
Chi si arrocca dentro la propria fortezza diventa impermeabile a quelle emozioni e riflessioni che attivano ogni funzione mentale. Alla fine si ritroverà rinchiuso in un orizzonte strettissimo: sarà inquadrato - e facile da inquadrare. E si convincerà che gli altri condividano un’identica concezione del mondo e della vita.

Non è diverso quando si concentrano tutti i pensieri sul proprio nucleo familiare, perché la famiglia viene comunque considerata una parte di sé. Alla maggior parte delle persone interessa solo la propria. I figli degli altri non sono affar nostro; i padri e le madri ancor meno.
Ecco perché il quarto comandamento ci mette in crisi. Se abbiamo avuto dei buoni genitori ci è andata bene - e magari sperimenteremo rabbie e sensi di colpa in altri ambiti. Ma se non siamo stati così fortunati, dovremo portarci un gran peso sulle spalle per tutta la vita.
E se ci fosse un’altra prospettiva da cui considerare le cose? Se questo comandamento fosse da interpretare in modo diverso?

Cielo e terra nella visione degli antichi egizi

Nut e Geb cielo e terra nella mitologia egiziaPensiamoci: i genitori carnali rappresentano solo l’ultimo anello della lunga catena da cui proviene la nostra esistenza. La prima vera madre è la Terra; il nostro primo padre è il Cielo. È la visione di molte tradizioni antiche, che ci ricongiunge ai principi originari della vita.
Cosa sia la Terra lo sappiamo, ma solo in parte. Dimentichiamo spesso che è la madre dei viventi, di tutto ciò che ha vita e dà vita.
Più difficile è comprendere cosa sia il Cielo. La parola viene da coelum, che ha la stessa radice di celare: è ciò che è occultato, nascosto alla coscienza. Celato, appunto. Cielo è l’infinito che si estende oltre la percezione ordinaria.

Terra e Cielo esistono l’uno in funzione dell’altra. Il Cielo è l’energia che consente la sopravvivenza della Terra e di ogni suo figlio. Senza l’attenzione del Cielo la Terra non potrebbe sussistere. A sua volta la Terra “sorregge” il Cielo, poiché è proprio dalla Terra - e da tutte le terre - che il Cielo riceve l’amore e l’esperienza di cui ha bisogno per evolvere.
Non a caso gli antichi egizi parlavano di una dea-Cielo e di un dio-Terra. Per noi è strano pensare a un Cielo femminile e a una Terra maschile: siamo abituati all’immagine di un Cielo-padre che insemina e di una Terra-madre che accoglie.

I primi genitori: terra e cielo come principio originario

È vero che la Terra vive grazie a quanto riceve dal Cielo: la pioggia, i raggi cosmici, il vento solare... e quel nutrimento sottile che proviene da innumerevoli esseri spirituali.
Ma anche il Cielo viene continuamente fecondato dalla Terra madre e materia. Il nostro universo evolve grazie alle realizzazioni terrene. Le buone costruzioni, ciò che apprendiamo, la nostra stessa evoluzione sostentano il Cielo.

La relazione tra terra e cielo come origine e sostegno della vitaInsomma, non solo lo spirito anima la materia, ma anche - o forse soprattutto - la materia vivifica lo spirito. È uno scambio.
A noi esseri umani viene chiesta la stessa reciprocità.
Perciò non basta onorare nostro padre e nostra madre se restiamo insensibili verso i Primi Genitori: la Terra, la vita, il Creato, il divino che lo pervade. E anche verso noi stessi, che ogni giorno ci partoriamo di nuovo.

Il significato del quarto comandamento oltre la famiglia

L’interpretazione ufficiale del quarto comandamento, focalizzando l’attenzione su quanto ci sta vicinissimo e in un certo senso ci appartiene - i genitori carnali - di fatto riduce la nostra responsabilità. Siamo parte di qualcosa di molto più vasto del nucleo familiare.

Ma c’è l’altra faccia della medaglia. Se ci fosse stato insegnato che siamo figli di un padre e di una madre più grandi di quelli che siamo abituati a riconoscere, capiremmo che anche il concetto di “figlio” va inteso in senso più ampio. Perché nostro figlio non è soltanto il bambino che nasce da noi. Non è soltanto ogni bambino del mondo. Figlio è ogni creatura che si trovi ad aver bisogno delle nostre cure.
Come sempre si tratta di espandere il cuore, ma anche di usare quel dono straordinario che è l’intelletto.

da: "Il cerchio dei 72"
Maria Antonietta Pirrigheddu

Pubblicato il: 10 agosto 2009
Ultimo aggiornamento: 15 marzo 2026

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