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L'anima gemella

Universi
L'ANIMA GEMELLA

L'anima gemella: la persona destinata a completarci e a renderci felici.
Vista così, è normale che gli esseri umani siano perennemente alla sua ricerca. Ed è altrettanto scontato che quasi mai la trovino.
Perché è una ferita antica quella che ci spinge, una separazione di cui non abbiamo più memoria. Ciò che cerchiamo fuori potrebbe essere lo specchio di qualcosa che ci chiama dentro.

La punizione di Zeus

Narra Platone che un tempo gli esseri umani non erano fatti come oggi: avevano forma di palla, con due facce opposte nella stessa testa, quattro braccia, quattro gambe e due organi sessuali. Alcuni di loro erano androgini, cioè contemporaneamente maschio e femmina.
Due presenze separate che richiamano una ricerca di completezza interioreQuesta particolare conformazione li rendeva forti e abili, quasi invincibili, per cui Zeus cominciò a infastidirsi per la loro arroganza. Quando poi gli umani tentarono addirittura di scalare il Monte Olimpo, il padre degli dèi non poté più trattenere l’ira. Così escogitò un sistema per renderli innocui. Senza preoccuparsi della pena che ne sarebbe scaturita, li colpì con le sue saette e li tagliò in due, dividendo la parte maschile da quella femminile.

Le povere creature, straziate dalla separazione, da allora cercano disperatamente di ricongiungersi, sapendo che non riusciranno ad avere pace se non ritroveranno la propria metà perduta.
Ancora oggi ciascuno, più o meno consapevolmente, è alla ricerca della propria anima gemella. Ne siamo certi: da qualche parte dovrà pur esistere la persona destinata a renderci felici! Anche se non sappiamo se saremo così fortunati da incontrarla.

Una mela a spicchi

Il mito del compagno perfetto ha fatto la fortuna di molti scrittori romantici. Ma Platone aveva in mente qualcosa di diverso.
L’anima gemella, infatti, non è tanto il sospirato partner ideale, quanto quella parte di noi di cui sentiamo la mancanza quando non siamo interiormente “completi”. È ciò che rimette in equilibrio la nostra natura, che ci riporta all’integrità. La sua ricerca rappresenta soprattutto la necessità di riunificare le nostre due polarità primarie.
Non si tratta dunque di trovare l’altra metà della mela, come suol dirsi, ma di capire che la mela c’è già tutta, anche se momentaneamente divisa in spicchi. E che ci toccherà lavorare un pochino per ridare alla parte fantasma il diritto di cittadinanza in noi.

Ogni essere umano è un grembo

Ciò che siamo e ciò che ci manca si riflette nell'altroIl maschile e il femminile sono i due aspetti fondamentali dell’essere. La personalità e i caratteri sessuali esterni portano a far prevalere l’uno o l’altro; ma non è possibile soffocare l’altro aspetto, quello meno evidente. Perché è il nostro spirito a essere allo stesso tempo maschio e femmina: la divina Scintilla che irradia dal nostro centro è completa.
È proprio questo a renderci co-creatori, cioè capaci di dare alla luce dei figli, che si tratti di bambini, di opere concrete o di ideali. È il dialogo tra le nostre polarità a renderci adatti a collaborare con l’universo. A dare il nostro contributo alla vita.

Ogni essere umano è un grembo. Tutti generiamo, continuamente. Nascono creature dalla nostra coppa più preziosa, il cuore; ma c’è un grembo anche nella mente, forse il più prolifico. Eppure, nonostante l’innato impulso a creare, la nostra esistenza può rimanere sterile. Quando una persona non mette amore in quello che fa, attraverso di lei non passano forze benefiche. Fatica e produce, ma ogni realizzazione resta fine a se stessa.

Riabbracciare la smarrita metà

La persona feconda, invece, sente il desiderio di dar vita a qualcosa di buono, e poi di prendersene cura affinché possa svilupparsi.
 
Su un altro piano, è fecondo chi sa generare pensieri e sentimenti costruttivi, riuscendo a farli fiorire in qualche modo. È fecondo chi si interessa alle sorti dell’umanità, della Terra e dei suoi ospiti. In questo senso, fecondare significa deporre nelle menti idee che aprano direzioni diverse da quelle abituali delle masse. Significa immettere nelle coscienze i semi del rinnovamento.

 
Le derive dell’uomo di oggi sono dovute soprattutto alla sua sterilità mentale. La scienza ortodossa e la religione, che orientano la visione collettiva, non hanno certo la caratteristica della fertilità. Non promuovono concetti evolutivi né esiti felici. La religione annaspa tra idee antiquate e avidità. La scienza è impegnata a sezionare esseri e cose, a cominciare dal cervello umano.
Ma ciò che viene sezionato e diviso non può sopravvivere.
 
Perciò tocca ai singoli ritrovare la perduta unità. Tocca a noi cercare una nuova sintonia tra pensiero ed emozione, sentimenti e aspirazioni, istinto e presenza, intento e azione. Perché in questo ricongiungimento risiede la possibilità di essere madri e padri, nel senso più completo del termine, e di presentare al mondo creazioni vitali.
 
È così che riabbracceremo l’anima gemella, la nostra smarrita metà. E anche la nostra mèta.

da: "Il cerchio dei 72"
Maria Antonietta Pirrigheddu

Data pubblicazione: 8 aprile 2012
Ultimo aggiornamento: 4 maggio 2026

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Il momento in cui l'uomo prese coscienza della propria "divisione": dalla sua parte divina e dal Cosmo.

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Non si genera solo col corpo. C’è un grembo della mente e uno del cuore.
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