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Il Sole, la Luna e la nascita del mondo

Universi
IL SOLE, LA LUNA
E LA NASCITA DEL MONDO

Il principio, l'inizio di tutto. Due entità che, posando gli occhi l'una sull'altra, possono finalmente conoscersi e riconoscersi. E dare avvio alla creazione.
Gli alchimisti le raffiguravano con Il Sole e la Luna.
Ecco l’universo: essenza divina che si suddivide in miriadi di frammenti. Materia sempre più densa che prende forma fino a costruire tutto ciò che vediamo.
Fino ad arrivare all'essere umano.

Prima di ogni forma

Raccontano le antiche cosmogonie che prima che l’universo si formasse, prima che qualunque cosa venisse in essere, vi era solo un infinito oceano di energia. Qualcosa di insondabile, di impossibile da immaginare.
Venne il momento in cui questa energia decise di sperimentarsi, di scoprire chi fosse. Ma per farlo aveva bisogno di potersi guardare dall’esterno. Proprio come la pupilla, che per vedersi ha bisogno di uno specchio. Era indispensabile “sdoppiarsi”, scindersi in più parti.

Quando l'Uno si divide

Da quella prima suddivisione emersero le due polarità fondamentali: il Principio Maschile e il Principio Femminile. Due entità che, posando gli occhi l’una sull’altra, poterono finalmente conoscersi e riconoscersi. E che poi, riunendosi in amore, diedero vita a infiniti figli, creati e generati allo stesso tempo.
Ecco l’universo: essenza divina che si suddivide in miriadi di frammenti. Sostanza di un Dio che fa esperienza di se stesso, particelle originate dall’incontro e dalla fusione amorevole del Padre e della Madre. Se il Dio-Tutto fosse rimasto inseparato e chiuso in sé, niente avrebbe avuto inizio.

Dunque Dio - o comunque vogliamo chiamare il primo Artefice - osserva se stesso nelle sue creature, una scissione dopo l’altra. E per prima cosa dà esistenza alla coppia maschio-femmina, anzi diventa quella coppia. È la congiunzione degli opposti. Dalla loro interazione, dall’amore che si muove da un cardine all’altro, si origina la vita.

Il Sole e la Luna

Gli alchimisti raffiguravano questi due princìpi con il Sole e la Luna.
Il Sole, maschile, è ciò che si espande, si riversa all’esterno, riscalda e feconda. I suoi raggi diffondono il seme luminoso dell’esistenza. La Luna, femminile, è l’antro accogliente e umido, il luogo oscuro in cui il codice vitale informa e dà forma. È la custode dei misteri, perché non vi è mistero più grande della vita stessa.

Dove la vita ha inizio

La coppia divina si riflette in ogni piega della Creazione. Così Madre Terra, femminile nella sua essenza, si apre agli elementi maschili per germogliare. Come lo spermatozoo feconda l’ovulo, la Terra genera quando accoglie un seme nel suo grembo. È ciò che accade quando piantiamo qualcosa: un piccolo solco, un chicco o un rametto, ed ecco un nuovo essere che prende vita.

La Terra, dunque, è uno degli innumerevoli aspetti del volto femminile di Dio; nel seme si manifesta il volto maschile. I due princìpi divini si abbracciano per accendere la vita. E danzano anche nella terra umana, sfiorandosi o unendosi sul piano fisico, ormonale, genetico, psicologico. Pure l’anima si muove tra questi due estremi.

Il volto dimenticato

Nelle culture antiche, Dio aveva anche una dimensione femminile. Ma oggi parlare di un Dio “femmina” suscita scandalo. Ci provò Albino Luciani, il papa dei trentatré giorni, quando enunciò seraficamente che «Dio è Padre e Madre». Qualcuno si affrettò a correggerlo: «Nessuno può cambiare il sesso di Dio, nemmeno un papa!»
Chi pronunciò questa frase non si rese conto che stava attribuendo a Dio addirittura un sesso.

Perfino un successore di papa Luciani ritenne opportuno occuparsi della faccenda: «Dio non è madre» puntualizzò, mettendo a rischio il dogma dell’infallibilità del papa.
Come mai è stato indispensabile precisare una cosa del genere? Quale rivoluzione avverrebbe, se l’altra metà del cielo riacquistasse il suo posto sulla terra? Un posto reale al di là dell’isteria moderna?

La ferita della separazione

Il volto femminile di Dio è uno dei punti più magnetici della ricerca spirituale.
Anche le dee delle religioni pagane non sono altro che rappresentazioni del principio femminile, che opera e coopera con quello maschile, rinnovando di continuo la creazione.
unione simbolica tra Sole e LunaRinnegare uno di questi due princìpi, o ritenerlo inferiore all’altro, è un’aberrazione. Corrisponde a dissacrare la metà del Tutto. E poiché il Tutto è appunto tutto, rifiutarne una parte significa non riconoscerlo affatto.
Qui si trova la radice della fede sterile, della spiritualità ferita: nella negazione di una metà di Dio.
Che senso ha sconfessare una parte di noi stessi? Dove ci ha condotto l’usanza di umiliare e sottomettere la metà del genere umano? E se prima si prevaricavano le donne, oggi si cade nello stesso errore demonizzando gli uomini.

Quando affermiamo di portare in noi stessi il maschile e il femminile - come suggerisce la psicoanalisi parlando di anima e animus -, stiamo dicendo che l’unico Principio è in noi, con le sue polarità essenziali. E proprio il suo essere “due” libera la forza creativa. Perché senza questa comunione, senza questo scambio, lo stesso Dio sarebbe inerzia e inconoscenza, e il Creato non sarebbe.

Amore e saggezza

In una delle sue manifestazioni, il lato maschile di Dio prende l’aspetto di Amore, mentre quello femminile è Saggezza. Non esistono separatamente, anche se oggi lo abbiamo quasi dimenticato: ripetiamo da ogni pulpito che Dio è amore, ma la saggezza l’abbiamo relegata chissà dove (e così calpestiamo pure l’amore).
Non era così per le Tradizioni del passato, che la tenevano in gran conto e la veneravano col nome di Sophia.

L’amore non può che reggersi sulla saggezza. L’uno prepara e rafforza l’altra: non esiste una saggezza arida, e allo stesso tempo l’amore deve essere illuminato. L’intelligenza ha bisogno del cuore e viceversa. L’agire dell’uomo, per dare frutto, richiede entrambi gli elementi, alchemicamente rappresentati dal Sole e dalla Luna.
Ora possiamo decifrare certe immagini criptiche dei testi antichi e di tante cappelle medievali: quando Sole e Luna si uniscono in noi, la terra umana fiorisce.

da: "Il cerchio dei 72"
Maria Antonietta Pirrigheddu

Data pubblicazione: 7 maggio 2026

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